Mi ci è voluto un mese per riprendermi dall'ultima visita dall'endocrinologo. In breve, il tumore c'è e me lo tengo caro caro, vita natural durante. Capirete anche voi che una notizia del genere va digerita. Per questo mi scuso con Silvia, B. e Francesca se sono sparita dalla circolazione e non ho più risposto alle loro mail.
Ora, per vostra sfortuna, sono tornata; e quale argomento migliore se non una delle perle di SuperZia per ricominciare a raccontarvi la mia vita?
Credo di non essere la sola che, ad ogni festa comandata, è stata costretta a subire i parenti, i giudizi dei parenti, i commenti dei parenti e, soprattutto, i paragoni dei parenti. Perchè è matematicamente certo che, anche a 50 anni, qualche nonna, zia o lontana cugina del nipote del suocero del vostro trisnonno vi troverà cresciuti, vi chiederà della vostra vita sentimentale o lavorativa (ma solo se fallimentare) e poi partirà col racconto delle meraviglie e dei prodigi di quel tale che...
Non importa se siete dei premi nobel o dei modesti impiegati, se avete 11 anni o 60, se conoscete 5 lingue o se non parlate nemmeno l'italiano. Quel tale sarà più intelligente, più bravo, più colto, più alto, più muscoloso, più biondo, più bruno, più attraente, più lavoratore, più premio nobel, più poliglotta, più ignorante, più abbronzato, più pallido, più bianco, più colorato, più... più!
Nel mio caso, quel parente insopportabile che non poteva assolutamente perdere l'occasione per umiliarmi era, ovviamente, SuperZia, anche se gli altri facevano del loro meglio per reggere il confronto.
Quel tale, invece, era la figlia di C.
C. era il capo di SuperZia.
A 11 anni, la figlia di C. suonava il pianoforte. Io, invece, ancora oggi non riesco a distinguere un organo da una fisarmonica (sul serio!) e non me ne poteva fregar di meno del pianoforte. Però, ecco... la figlia di C. era così brava a suonare il pianoforte!
A 15 anni ho iniziato il liceo dopo un ginnasio disastroso. Fare il classico non è stata una mia scelta, quindi latino e greco mi stavano allegramente sulle palle (anche se avevo il debito in geografia. No, dico, geografia! Quanto bisogna essere cretini per beccarsi il corso di recupero in geografia?). La figlia di C., ovviamente, era felicissima di fare il classico, di studiare lingue morte e sepolte e di farsi quel miliardo di seghe mentali necessarie per calarsi nella mentalità e nella cultura greca. E infatti lei aveva il massimo dei voti. Inoltre, nello stesso periodo ha abbandonato momentaneamente il pianoforte per dedicarsi al violino.
Alla fine del liceo (io 88/100, lei 110 e lode), io mi sono rifiutata categoricamente di iscrivermi a medicina. Ma che razza di secchiona volevano che fossi? Liceo classico, laurea in medicina... bleah!
Con mia somma gioia e grande disappunto di tutta la mia famiglia fino ai cugini di terzo grado, ho deciso di non continuare gli studi, scoprendo un grande interesse per tutto ciò che richiedeva un minimo di creatività e diventando una squattrinatissima artigiana.
La figlia di C., invece, si è iscritta alla Bocconi. Che non è certo medicina, ma è pur sempre una laurea! E, manco a dirlo, si è laureata nei tempi prestabiliti, col massimo dei voti.
Ah, la figlia di C. faceva equitazione. Non l'ho mai vista, ma sono pronta a scommettere che era bionda, coi boccoli, e con gli occhioni azzurri. Sicuramente era alta e magra, come non mancava mai di ricordarmi SuperZia, per poi aggiungere che non è la bellezza che conta. Io, però, rimanevo un cesso.
La figlia di C. ora vive a Milano. Si è sposata, ha trovato un lavoro e ha tanti di quei soldi che potrebbe adottare a distanza un intero quartiere di Napoli.
Quando stavo per perderci le speranze e sulla barbie-bambolina-voodoo era finito lo spazio per gli spilli, il grande C. ne ha avuto abbastanza di SuperZia e l'ha mandata a farsi friggere. Così sua figlia è diventata un po' meno brava a suonare, i capelli le si sono scoloriti, dal suo passato sono emersi dei vergognosi 18 e le è spuntata pure la cellulite, oltre ad un bel paio di corna. A questo punto, lo ammetto, pensavo (speravo) di essermene liberata una volta per tutte.
Ah, beata ingenuità.
Devo ammettere che SuperZia ce ne ha messo di tempo per trovare la sostituta adatta, ma alla fine c'è riuscita.
Lei non ha ancora un nome. Per il momento è la marinaia. SuperZia ha versato metà delle sue lacrime, quando ero appena una bambina, all'idea che non ammettessero le donne in marina. L'altra metà l'ha versata quando hanno ammesso le donne in marina, ma io ero troppo bassa per entrarci, senza considerare gli occhiali a fondo di bottiglia. Lei, dunque, è riuscita ad entrare in marina. E questo già la rende molto più alta, magra e in salute di me.
Lei ha la mia stessa età, ma già lavora. Lei ha già un lavoro, ma ha comunque preso una laurea. Lei ha già una laurea, ma sta studiando per prendere la seconda. Lei sta studiando per prendere la seconda laurea, ma già sta pensando alla terza.
Ma, più di ogni altra cosa, Lei vuole iscriversi a medicina.
E già mi manca la figlia di C.
martedì 28 giugno 2011
mercoledì 1 giugno 2011
E mò ci penza Giggi!
Giggi, sì, con due G.
Giggi, quello che ha "shcassato" e "arrevutato".
Giggi, quello che se cerchi il suo nome su internet sta pure su wikipedia.
Giggi, quello che ha partecipato a un sacco di inchieste, e mai come indagato!
Giggi, quello che ci ha promesso la differenziata in tutta Napoli entro un anno.
Giggi, quello che parla esattamente come Tonino, e viene da chiedersi se a legge insegnino a sbagliare tutti i congiuntivi.
Giggi, insomma.
IL MIO NUOVO SINDACO!
Dell'Italia ho sempre odiato il clima di rassegnazione, questo accettare sempre e comunque qualsiasi schifezza, pensando che "tanto peggio di così..." e continuando a subire.
Mi sarebbe piaciuta una rivoluzione. Mi sarei unita agli operai ormai allo stremo, agli studenti ancora capaci di ragionare, a tutti quelli ridotti alla fame e avrei preteso, insieme a loro, dignità e rispetto. O meglio, rispetto della mia dignità, di cittadina, di donna, di studentessa, di futura madre.
Oggi, molto più pacificamente di quanto abbia mai osato immaginare, mi unisco a questo canto collettivo, che ci unisce da nord a sud, e che scoppia spontaneo nei momenti e nei luoghi più disparati.
Mai avrei pensato di dirlo, ma... certe cose in Svezia non succedono!
Giggi, quello che ha "shcassato" e "arrevutato".
Giggi, quello che se cerchi il suo nome su internet sta pure su wikipedia.
Giggi, quello che ha partecipato a un sacco di inchieste, e mai come indagato!
Giggi, quello che ci ha promesso la differenziata in tutta Napoli entro un anno.
Giggi, quello che parla esattamente come Tonino, e viene da chiedersi se a legge insegnino a sbagliare tutti i congiuntivi.
Giggi, insomma.
IL MIO NUOVO SINDACO!
Dell'Italia ho sempre odiato il clima di rassegnazione, questo accettare sempre e comunque qualsiasi schifezza, pensando che "tanto peggio di così..." e continuando a subire.
Mi sarebbe piaciuta una rivoluzione. Mi sarei unita agli operai ormai allo stremo, agli studenti ancora capaci di ragionare, a tutti quelli ridotti alla fame e avrei preteso, insieme a loro, dignità e rispetto. O meglio, rispetto della mia dignità, di cittadina, di donna, di studentessa, di futura madre.
Oggi, molto più pacificamente di quanto abbia mai osato immaginare, mi unisco a questo canto collettivo, che ci unisce da nord a sud, e che scoppia spontaneo nei momenti e nei luoghi più disparati.
Mai avrei pensato di dirlo, ma... certe cose in Svezia non succedono!
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