lunedì 17 dicembre 2012

Cambia, tutto cambia.

Quando ho scritto l'ultimo post su questo blog, non potevo immaginare come si sarebbero evoluti gli eventi nell'arco di poche settimane. Tra poco ripartirò per la Svezia, e stavolta per rimanerci.
Mi sento come se qualcuno mi avesse infilata in un frullatore. Sarà perché è successo tutto troppo in fretta, sarà perché avevo perso le speranze, sarà perché mi sono resa conto che realizzare il più grande sogno della mia vita mi terrorizza e mi affascina in egual misura. Sono curiosa, ansiosa e felice di scoprire di più, di avere una vita tutta mia, di poter prendere le mie decisioni e non dover rendere conto a nessuno, ma, allo stesso tempo, sono spaventata all'idea di lasciare tutto ciò che finora ho definito casa, anche se, in fin dei conti, questa "casa" è una città che detesto, in un paese che mi ha fatto venire lo schifo della vita.
Voglio scoprire se in Svezia sarò di nuovo capace di sognare, di immaginare un futuro per me e per le persone che amo. Per il momento l'Italia mi ha tolto davvero tutto. Ha tolto dignità e speranza ad un'intera generazione, e vorrei poterla cancellare dalla mia vita, bruciare i miei documenti, e rinascere in un altro paese, con un altro nome ed una nuova identità, pronta a riscrivere la mia vita. Purtroppo non si può.
Non potrò mai cancellare i 27 anni di vita italiana, la dura e terrificante istruzione cattolica, la convivenza con la camorra, la sofferenza delle malattie causate dall'inquinamento e dalla "crisi dei rifiuti" (molte di queste malattie mi seguiranno in Svezia, tra l'altro). Questa è stata casa mia, che mi piaccia o no. Per il momento è l'unica casa che ho avuto la possibilità di conoscere, e mi ci sono adattata in qualche modo.
Ora mi sembra di saltare nel vuoto. Dovrò scoprire tutto della città in cui andrò a vivere, crearmi una nuova rete di amicizie, stabilire delle nuove routine, scegliere i miei nuovi piatti preferiti (e abbandonare la mozzarella e la pizza), trovarmi un "posto delle fragole" o almeno un bar accogliente in cui rifugiarmi durante le fredde giornate invernali. E pensare che non ho metà di queste cose nemmeno in Italia, ma non ne sento la mancanza perché qui ci sono le persone che amo. Abbandonarli ora, a due mesi dalle prossime (temo catastrofiche) elezioni, mi sembra ancor più crudele e meschino, come se stessi abbandonando la nave che affonda utilizzando l'unica scialuppa disponibile. E mi sembra quasi di tradirli, se penso che lì altre persone riempiranno la mia vita. Avrò altri vicini, altri amici, altri postini (si spera non idioti come quelli italiani!), altri negozianti da salutare la mattina, altri compagni di viaggio nei bus, altri compagni di scuola di lingue. Mi sembra così strano pensare che tutte queste persone già vivono da qualche parte nel mondo; magari, come me, sono spaventate dalla partenza, oppure stanno penando per avere il loro personnummer, o vivono in paesi così distrutti che a confronto l'Italia è il paradiso. Ci ritroveremo tutti nella stessa aula, per imparare la stessa lingua, e sono sicura che sarà meraviglioso scoprire tante culture e tante storie diverse. Sarebbe tutto entusiasmante ed emozionante, se non lasciassi qui la mia famiglia e il mio fidanzato.
E poi c'è da fare la valigia. Come fare a riassumere 27 anni di vita in 23 kg di roba? I miei vestiti non sono adatti all'inverno svedese, dovrò comprarne di nuovi e lasciare qui quelli vecchi. I miei libri sono davvero troppi per poter essere infilati in valigia, e dovrò solo sperare che la mia famiglia non li tratti troppo male in mia assenza. I biglietti di auguri che ho conservato nel corso degli anni diventano improvvisamente inutili. La tazza per il latte che uso ogni mattina, e che è stata il mio primo tentativo di indipendenza, sarà sostituita da un'altra, già in Svezia ad aspettarmi. I regali del mio fidanzato, che mi circondano e mi fanno sentire in ogni momento la sua presenza accanto, dovranno rimanere qui, e già so che mi sentirò tremendamente sola senza questi piccoli segni d'amore intorno.
Credo che molte delle persone che leggono questo blog siano già passate per questa fase. So bene che, una volta salita sull'aereo (e dopo un disperato pianto liberatorio) tutte queste paure lasceranno spazio alla voglia di scoprire e all'entusiasmo di un nuovo inizio. Per il momento, però, prevale la tristezza. Spero davvero che il mio fidanzato mi raggiunga presto, come ha promesso di fare, ma credo anche che per lui sarà più difficile e  sto tentando di rassegnarmi all'idea di rimanere senza di lui per parecchi mesi.
Insomma, come vi dicevo, e come si capisce benissimo dai miei discorsi sconclusionati, mi sento davvero in un frullatore. Troppe emozioni in pochissimo tempo, e una partenza troppo vicina. Ho la sensazione di essere stata spinta in un burrone, e la caduta mi fa paura anche se so che ad aspettarmi c'è un morbido materasso.
Dopo due anni, il titolo di questo blog non ha più ragione d'essere. Non so se scriverò ancora, se avrò il tempo di farlo, se avrò voglia di dire qualcosa o sarò così perfettamente felice (o così disperatamente depressa) da non sentire il bisogno di parlare. Mi rendo conto che certe emozioni sono davvero difficili da descrivere, e ancor di più da capire, se non si sono provate in prima persona. Per il momento si chiude un capitolo importante, e quel "se solo fosse la Svezia" diventerà presto un "adesso sì che è la Svezia".
E chissà cosa ci sarà ad attendermi, in Svezia.


13 commenti:

  1. Lil_Eveline, hai giá delle persone pronte ad aspettarti :) il salto é grosso, problemi ce ne saranno, ma anche soddisfazioni.
    E sopratutto qualcuno che darà una mano :)
    In quale cittá arrivi, e quando?

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    1. Arriverò a Goteborg, proprio la città che sognavo, agli inizi di gennaio. Avrò giusto il tempo di festeggiare l'epifania con la mia famiglia, e poi andrò via con le feste. :)
      Grazie per il tuo commento. In un momento come questo è molto rassicurante. :)

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  2. Benvenuta!
    Non ha senso aspettare, buttati ...

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    1. Cadoooooooo...
      ...
      ...
      ...
      ...
      ...
      ...
      ...
      SPLAT! :D

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  3. E non ci racconti come hai fatto? Per alcune persone (tipo me) potrebbe essere molto utile saperlo :) in bocca al lupo per tutto

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    1. In realtà non ho fatto quasi niente. Mi sono iscritta al sito http://www.aupair-world.it/ e ho avuto la fortuna di trovare subito una splendida famiglia italo-svedese. Assunta al primo tentativo, e proprio nella città dei miei sogni. Non potevo chiedere di meglio! Alcune mie amiche mi hanno sconsigliato di fare la ragazza alla pari, perché le loro esperienze sono state piuttosto negative, ma io ho deciso di provarci lo stesso. Finché non avrò esperienze dirette, però, non me la sento di consigliare (o sconsigliare) questa strada a qualcuno. Comunque, una volta lì, quando mi sarò ambientata un po', sarò felice di rispondere a tutti i tuoi dubbi e aiutarti come possibile. :)

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  4. spero scriverai ancora. In bocca al lupo.

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    1. Crepi. Credo che qualcosa la scriverò, soprattutto per tener aggiornati i miei amici, ma mi sa che avrò pochissimo tempo per farlo. O almeno spero. :)

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  5. Io spero che ci sentiremo spesso invece :( Non vorrei che smettessi completamente di scrivere ed il titolo non lo cambiare fino a che non ti senti proprio sicura e a tuo agio lì! So che sarà dura all'inizio, non tanto per la città che hai già avuto modo di "sperimentare", ne per le cose nuove, a quelle ci si abitua presto... ma per la mancanza delle persone a te care. Non so se a questo ci si abitua mai, forse no, ma non ti preoccupare, verranno a trovarti presto e le tue vacanze per andarli a trovare le avrai. E comunque stai costruendo la tua di vita, non ti attaccare ad una cittadinanza sola, pensa che sei semplicemente una cittadina europea e se guardi la mappa scopri che questi Paesi non sono poi così lontani ;) Sarà un'esperienza, ricorda sempre questo, sarà un'esperienza che porterai per sempre dentro di te in qualsiasi modo dovesse andare. Nessuno, al di fuori di te, può vivere le cose con i tuoi stessi occhi. Proprio per quello ognuno di noi le esperienze le deve fare da se. Possono raccontarti un miliardo di cose, ma ad un certo punto le toccherai con mano e avrai la tua personalissima opinione che poi potrai scrivere perchè comunque le opinioni su una determinata situazione possono sempre servire da "orientamento". Ma comunque sarai sempre tu a viverla. So che sei più in ansia che mai ogni giorno che passa, ma sappi che potrai sempre contare sulle persone che ti vogliono bene e tra queste ci sono inclusa certamente io che non ti abbandono di sicuro! Se hai qualche problema lì, se hai semplicemente bisogno di parlare, sai che io ci sono e ci sarò sempre :) (non è una minaccia XD auhauhauhauhahahaha)
    Baci! :*

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  6. Cara Lil_Eveline, sono capitato qui per caso, seguendo la corrente dei blog Italiani in Svezia... non ci conosciamo ma leggere alcuni tuoi post mi ha spinto ad augurarti davvero di trovare in Svezia il luogo dove sentirti pienamente soddisfatta... ho avuto anche io un'esperienza in Svezia (dalla Sardegna, mentre ora per lavoro abito nella tua città natia), durata un anno, per motivi di studio/lavoro... abitavo a Lund e fu per me una importante avventura che mi ha dato tanto, e dalla quale sono tornato fortemente arricchito...

    In bocca al lupo e che il nuovo anno ti porti solo belle cose!

    Simone

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  7. Mi hai fatto venire la pelle d'oca.....ho tanta voglia di partire, andarmene via......Fidanzato da 8 anni è ancora più difficile ( anche per motivi famigliari) ma bellissimo post . P.s. Fammi sapere se cercano un pizzaiolo ;)

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    1. Anch'io sono fidanzata da 8 anni e capisco quanto sia dura. Purtroppo quella che doveva essere una bella avventura è già finita e il 10 febbraio tornerò in Italia. Questo succede a fidarsi degli italiani! Ti ritrovi senza un contratto, licenziato da un giorno all'altro, dopo aver sopportato una stronza e le sue assurde fissazioni sempre col sorriso sulle labbra. Vabbé, è andata così! Che posso farci?

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