Qualche tempo fa, per pura curiosità, mi sono iscritta alla mailing list di FlyLady. Si tratta di una mailing list americana in cui una simpatica signora spiega il suo metodo personale per tenere in ordine la casa. Badate bene, ho detto in ordine, non pulita. Ma vabbè... Non che mi interessi particolarmente, visto che non è compito mio mettere a posto il casino di casa mia (al contrario, devo pulire), però può essere un interessante spunto di riflessione sulle cattive abitudini che, un giorno, potrebbero portare il caos anche in una eventuale nuova casa. Se mai ci arriverò, ad avere una casa tutta mia. Ma vabbè (e due)... Stamattina mi arriva una mail sull'importanza della routine. Secondo la signora, andare a dormire ad un orario decente ci permette di essere in forma il giorno dopo, e se ci si abitua a preparare vestiti, borse, cartelle, documenti e roba varia la sera prima, la mattina si ha più tempo da dedicare a se stesse e fare una colazione tranquilla. Fin qui, sono d'accordo. L'alternativa, però, sembra essere l'omicidio. Della serie: vi siete svegliate tardi, saltate la colazione, vi vestite male perché non avete scelto gli abiti da indossare e mettete la prima cosa che vi capita, dimenticate sicuramente qualcosa a casa, vi truccate mentre guidate e, nella migliore delle ipotesi, prendete una multa. Questo se non fate un incidente e non ammazzate i bambini che stavate accompagnando a scuola.
Ok.
Americana, ascoltami.
Questo succederà nel tuo bel paesino.
Ora ti spiego come funziona qui a Napoli.
Impara.
Suona la sveglia. Per la terza volta. Capisci che, ancor prima di alzarti dal letto, sei già in ritardo. Ti alzi, fai colazione e prepari il caffè per tutta la famiglia. Tanto sei già in ritardo, che senso avrebbe rimanere pure digiuni? Firmi la giustifica ai bambini, che chissenefrega se perdono un'ora di lezione. La salute prima di tutto, e tu mica vuoi stressare dei poveri bimbi, e magari lasciarli anche a stomaco vuoto? Sali in macchina e ti trucchi. Non perché non ne hai avuto il tempo, ma perché te ne sei dimenticata fino a quel momento. Però, a differenza delle americane, le donne napoletane o guidano o si truccano. Non sono così idiote da fare le due cose contemporaneamente e mettere a rischio la vita dei propri figli. A me sembra una cosa piuttosto scontata, ma se tu senti il bisogno di specificarlo, forse dalle tue parti dovreste rivedere le priorità. Infine, si parte. E non si corre, perché ci sono tanti di quei motorini e tanti di quei pedoni che ti si buttano davanti che è fisicamente impossibile farlo. Molli i pupi a scuola e vai in ufficio. Se sei uno di quegli impiegati disonesti, qualcuno avrà già timbrato il tuo cartellino, ma non è così rilevante, in fondo. Puoi arrivare in ritardo e recuperare un altro giorno. Non si muore, per questo. Infine, la pausa caffè. A differenza degli svedesi, che hanno l'orario per la fika, qui la pausa caffè arriva quando un dipendente ha voglia di caffè, e va a prepararlo per tutti. Per 48 dipendenti, può arrivare anche 48 volte in un giorno. Sì, lo so, per questo si potrebbe anche morire. Infine, dopo aver recuperato il ritardo, tutti a casa. Non c'è bisogno della pianificazione del menu, qui. Noi, a Napoli, abbiamo la pizza. Che, a differenza di quella robaccia americana, è buona e salutare, e pure economica. Così, per 4 euro a capa, ci preparano una cena che tu, con la "pianificazione menu" nemmeno ti sogni.
E nessuno si stressa.
E nessuno muore per la fretta.
Impara.
martedì 28 febbraio 2012
giovedì 23 febbraio 2012
Troppo da fare, poco tempo per farlo.
Ormai sono ridotta a scrivere di notte. Studio, studio, studio, fino a che il mio cervello non inizia a parlare da solo. Cucino, e la mia mente ripete. Cerco di dormire, e mi assalgono dubbi su reazioni chimiche. Provo a fantasticare e l'unica cosa che mi fa sentire veramente bene è controllare se ricordo ancora tutto il necessario o sto dimenticando qualcosa. Dormo, e sogno di fare l'esame - e a volte mi va male pure nei sogni.
Vorrei scrivere un sacco di cose. Vorrei innanzitutto chiedervi se anche a voi è capitato di trovare un prof bastardo che si diverte ad umiliare gli studenti. Ma sì che vi è capitato. Capita a tutti. Solo io, però, mi chiedo perché mai una persona debba comportarsi così, perché si diverta tanto a creare paure ed insicurezze. Sono professori, cavolo! Dovrebbero semplicemente testare la conoscenza che ho della materia, non farmi domande che nemmeno nel quesito con la Susi! Odio l'università con tutta me stessa.
Vorrei scrivere a Sana, la mia migliore amica, che attualmente vive a più di 2000 km da me. Ma sono triste, depressa, angosciata, e davvero non è il caso di abbatterla con considerazioni pessimistiche sulla vita e sul futuro. Goditela, tesoro, finché non ti raggiungo.
Vorrei migliorare quella sorta di amicizia che si sta creando con Vera, ma sono troppo timida (e patetica) e il massimo che sono riuscita ad escogitare è stato farle avances sessuali ai sims social. Geniale, no?
Vorrei ripetere un po' di francese, dal momento che lo capisco meno del russo. Ma più della biochimica. Il che vuol dire che ne capisco più di russo che di biochimica, e dovrei iniziare a preoccuparmene, dal momento che l'esame è tra 5 giorni, e non è un esame di lingua russa. E, a proposito del francese, è proprio vero che l'uomo propone e dio dispone: di tutte le lingue che conosco era l'unica che avevo completamente abbandonato e per la quale avevo perso ogni speranza di miglioramento. E invece, proprio in questi giorni, avrò la possibilità di recuperare un po' del tempo perso.
Vorrei essere più presente per il mio fidanzato, che sto trascurando un po'. E magari avere il tempo per chattare con Francy, perché è una vita che non la sento (so che leggi. Perdonami).
Vorrei dirvi di come i camorristi del mio quartiere hanno messo in pericolo la vita di un passante per nascondere un pacco di droga; vorrei potervi raccontare i dettagli delle minacce che sono arrivate alla direttrice di una biblioteca, solo perché un dipendente non vuole fare il suo lavoro.
Vorrei capire com'è possibile decidere di cambiare il sesso ad un bambino di 5 anni, basando la diagnosi di disturbo di identità di genere sul fatto che volesse vestire di rosa e pettinare le bambole. Spiegatemi, per favore, cosa vuol dire "trattare da femminuccia", perché io davvero non riesco a comprendere come una maestra possa comportarsi in maniera diversa con un maschietto (spero tanto che questa notizia sia uno scherzo di carnevale).
Vorrei sfogarmi un po', dal momento che, inspiegabilmente, appena prendo in mano un libro si scatena l'inferno: bambini che urlano, clacson che suonano, telefoni che non fanno altro che squillare, mamma e papà che decidono di vedere la tv a tutto volume, finestre che sbattono, vasi che volano dal balcone... allora, ditemi a che ora posso avere un po' di silenzio. Così, almeno, mi preparo spiritualmente a poter studiare, ripetere, dormire e rilassarmi 15 minuti a notte (in totale) e mi metto l'anima in pace.
E poi, non vi sembra un bruttissimo scherzo del destino che proprio in questi giorni io debba sopportare entrambi i miei genitori a casa, troppo malati per andare a lavoro, ma non abbastanza per perdere la voglia di lamentarsi? Io tremo al pensiero del week end, figuratevi come sto all'idea di doverli sopportare per tutta la settimana. Sul serio, saranno giornate pesantissime.
Infine, ricollegandomi al pensiero sui prof bastardi, mi chiedo perché mai tutti abbiano conosciuto un infame, mentre io ho conosciuto soltanto infami. Ormai non mi chiedo più se sono preparata o no, tanto è del tutto ininfluente. L'unica cosa che mi dà la forza di andare avanti è il pensiero di espatriare. Non voglio più vivere in un paese dove succedono cose come questa o questa, e dove i militari che hanno stuprato e tentato di uccidere una ragazza sono assegnati dopo 10 giorni alla "sicurezza" di una città.
Mi mancano 14 esami. Saranno 14 bastardi, 14 battaglie combattute in nome della logica e del buon senso, 28 giorni di prove tra scritto e orale. E poi sarò libera di odiare questa città, questo paese, questa politica, questo sistema, da 2000 km di distanza. E speriamo che bastino!
Vorrei scrivere un sacco di cose. Vorrei innanzitutto chiedervi se anche a voi è capitato di trovare un prof bastardo che si diverte ad umiliare gli studenti. Ma sì che vi è capitato. Capita a tutti. Solo io, però, mi chiedo perché mai una persona debba comportarsi così, perché si diverta tanto a creare paure ed insicurezze. Sono professori, cavolo! Dovrebbero semplicemente testare la conoscenza che ho della materia, non farmi domande che nemmeno nel quesito con la Susi! Odio l'università con tutta me stessa.
Vorrei scrivere a Sana, la mia migliore amica, che attualmente vive a più di 2000 km da me. Ma sono triste, depressa, angosciata, e davvero non è il caso di abbatterla con considerazioni pessimistiche sulla vita e sul futuro. Goditela, tesoro, finché non ti raggiungo.
Vorrei migliorare quella sorta di amicizia che si sta creando con Vera, ma sono troppo timida (e patetica) e il massimo che sono riuscita ad escogitare è stato farle avances sessuali ai sims social. Geniale, no?
Vorrei ripetere un po' di francese, dal momento che lo capisco meno del russo. Ma più della biochimica. Il che vuol dire che ne capisco più di russo che di biochimica, e dovrei iniziare a preoccuparmene, dal momento che l'esame è tra 5 giorni, e non è un esame di lingua russa. E, a proposito del francese, è proprio vero che l'uomo propone e dio dispone: di tutte le lingue che conosco era l'unica che avevo completamente abbandonato e per la quale avevo perso ogni speranza di miglioramento. E invece, proprio in questi giorni, avrò la possibilità di recuperare un po' del tempo perso.
Vorrei essere più presente per il mio fidanzato, che sto trascurando un po'. E magari avere il tempo per chattare con Francy, perché è una vita che non la sento (so che leggi. Perdonami).
Vorrei dirvi di come i camorristi del mio quartiere hanno messo in pericolo la vita di un passante per nascondere un pacco di droga; vorrei potervi raccontare i dettagli delle minacce che sono arrivate alla direttrice di una biblioteca, solo perché un dipendente non vuole fare il suo lavoro.
Vorrei capire com'è possibile decidere di cambiare il sesso ad un bambino di 5 anni, basando la diagnosi di disturbo di identità di genere sul fatto che volesse vestire di rosa e pettinare le bambole. Spiegatemi, per favore, cosa vuol dire "trattare da femminuccia", perché io davvero non riesco a comprendere come una maestra possa comportarsi in maniera diversa con un maschietto (spero tanto che questa notizia sia uno scherzo di carnevale).
Vorrei sfogarmi un po', dal momento che, inspiegabilmente, appena prendo in mano un libro si scatena l'inferno: bambini che urlano, clacson che suonano, telefoni che non fanno altro che squillare, mamma e papà che decidono di vedere la tv a tutto volume, finestre che sbattono, vasi che volano dal balcone... allora, ditemi a che ora posso avere un po' di silenzio. Così, almeno, mi preparo spiritualmente a poter studiare, ripetere, dormire e rilassarmi 15 minuti a notte (in totale) e mi metto l'anima in pace.
E poi, non vi sembra un bruttissimo scherzo del destino che proprio in questi giorni io debba sopportare entrambi i miei genitori a casa, troppo malati per andare a lavoro, ma non abbastanza per perdere la voglia di lamentarsi? Io tremo al pensiero del week end, figuratevi come sto all'idea di doverli sopportare per tutta la settimana. Sul serio, saranno giornate pesantissime.
Infine, ricollegandomi al pensiero sui prof bastardi, mi chiedo perché mai tutti abbiano conosciuto un infame, mentre io ho conosciuto soltanto infami. Ormai non mi chiedo più se sono preparata o no, tanto è del tutto ininfluente. L'unica cosa che mi dà la forza di andare avanti è il pensiero di espatriare. Non voglio più vivere in un paese dove succedono cose come questa o questa, e dove i militari che hanno stuprato e tentato di uccidere una ragazza sono assegnati dopo 10 giorni alla "sicurezza" di una città.
Mi mancano 14 esami. Saranno 14 bastardi, 14 battaglie combattute in nome della logica e del buon senso, 28 giorni di prove tra scritto e orale. E poi sarò libera di odiare questa città, questo paese, questa politica, questo sistema, da 2000 km di distanza. E speriamo che bastino!
mercoledì 15 febbraio 2012
Il parco dell'amore
Non so se ringraziare sempre e comunque il grande Giggino per questa genialata, o se il merito sia di qualcun altro. Fatto sta che proprio nel mio quartiere nascerà il "parco dell'amore", un parcheggio a pagamento, custodito, dove le coppiette potranno dedicarsi alla più salutare delle attività fisiche. Ora, senza voler fare i moralisti, chi di voi non è stato costretto ad usare la macchina per fare sesso? Diciamoci la verità, è un rischio. Soprattutto in un quartiere come il mio, dove possono decidere di spararti per niente. Ho visto macchine bloccate nei modi più impensabili pur di poter rapinare i poveri ragazzi di turno. Anche perché, ovviamente, a parcheggiarsi nelle piazzole di sosta e nei punti meno illuminati e più pericolosi del quartiere non sono le coppie sposate, ma tutti quei ragazzini che devono far credere a mamma e papà di voler arrivare vergini al matrimonio. Sotto casa mia c'è un grande parcheggio (che la sera serve a questo, mica a parcheggiare...) dove spesso vedo coppiette che tentano di appartarsi, tra l'altro con scarsi risultati. Personalmente trovo assurdo che, nel 2012, ci sia gente costretta a nascondersi per fare sesso, ma capisco anche che, con le famiglie numerose che ci ritroviamo qui al sud, possa essere difficile avere la casa libera. E in un quartiere povero e sfigato come il mio, chi volete che abbia i soldi per permettersi l'albergo ad ore? Ok, va bene, il camorrista del palazzo di fronte al mio ce li ha, visto che ha speso 10.000 euro in fuochi d'artificio per capodanno. Ma non sottilizziamo. Qui i soldi se li ritrova solo certa gente.
C'è chi ha obiettato che ci sarebbero cose più importanti da fare di un parcheggio a pagamento per coppiette. Sì, è vero. Ci sarebbero una marea di cose più importanti. Stiamo annegando nelle cose più importanti. Ci moriremo, suppongo, visto che la strada dove abito se ne sta crollando palazzo dopo palazzo. Però mi sembra anche giusto partire dalle piccole cose. Non ci sono i soldi, e lo capisco, per una riqualificazione in grande stile del quartiere. Credo che non ci sia nemmeno la volontà di farlo. Se possiamo iniziare dalle piccole cose, perché no? Se c'è la possibilità di fare un parcheggio e nient'altro, perché dovremmo rinunciare anche a questo? Barra, San Giovanni e Ponticelli sono dei posti squallidi e disastrati oltre ogni immaginazione. Per riqualificare dei quartieri del genere bisognerebbe raderli al suolo e ricostruirli da zero. Per non parlare del fatto che hanno una presenza di camorristi che dovrebbe essere seconda solo a quella dei quartieri spagnoli. Dovrei essere una brava bambina, fiduciosa nel futuro, ma vivere qui mi ha portata a pensare che esista un'unica soluzione, e perdonatemi se esagero e generalizzo: lo sterminio di massa! Quando anche i bambini di 7 anni sanno maneggiare un coltello abbastanza bene da poterti tagliare la gola (e in una scuola privata, circondati da suore, sono anche liberi di farlo solo perché figli di...) non vedo nessuna speranza per il futuro. E allora datemi 'sto benedetto parco dell'amore, senza rompere tanto i cog***ni, mi accontento delle briciole in attesa di una vita normale, lontana dall'Italia.
Comunicazione di servizio: ho aperto un nuovo blog, tutto tutto dedicato alla cucina, in particolare ai dolci, in particolare senza glutine. Chi volesse seguirmi mi troverà qui http://tuttequanteletorte.blogspot.com/. La prima ricetta è in arrivo.
C'è chi ha obiettato che ci sarebbero cose più importanti da fare di un parcheggio a pagamento per coppiette. Sì, è vero. Ci sarebbero una marea di cose più importanti. Stiamo annegando nelle cose più importanti. Ci moriremo, suppongo, visto che la strada dove abito se ne sta crollando palazzo dopo palazzo. Però mi sembra anche giusto partire dalle piccole cose. Non ci sono i soldi, e lo capisco, per una riqualificazione in grande stile del quartiere. Credo che non ci sia nemmeno la volontà di farlo. Se possiamo iniziare dalle piccole cose, perché no? Se c'è la possibilità di fare un parcheggio e nient'altro, perché dovremmo rinunciare anche a questo? Barra, San Giovanni e Ponticelli sono dei posti squallidi e disastrati oltre ogni immaginazione. Per riqualificare dei quartieri del genere bisognerebbe raderli al suolo e ricostruirli da zero. Per non parlare del fatto che hanno una presenza di camorristi che dovrebbe essere seconda solo a quella dei quartieri spagnoli. Dovrei essere una brava bambina, fiduciosa nel futuro, ma vivere qui mi ha portata a pensare che esista un'unica soluzione, e perdonatemi se esagero e generalizzo: lo sterminio di massa! Quando anche i bambini di 7 anni sanno maneggiare un coltello abbastanza bene da poterti tagliare la gola (e in una scuola privata, circondati da suore, sono anche liberi di farlo solo perché figli di...) non vedo nessuna speranza per il futuro. E allora datemi 'sto benedetto parco dell'amore, senza rompere tanto i cog***ni, mi accontento delle briciole in attesa di una vita normale, lontana dall'Italia.
Comunicazione di servizio: ho aperto un nuovo blog, tutto tutto dedicato alla cucina, in particolare ai dolci, in particolare senza glutine. Chi volesse seguirmi mi troverà qui http://tuttequanteletorte.blogspot.com/. La prima ricetta è in arrivo.
mercoledì 8 febbraio 2012
Il mio piccolo capolavoro.
Lo confesso, non credevo che ci sarei riuscita. La sola idea di preparare una torta così complessa mi ha tolto il sonno per una settimana. Però, alla fine, ce l'ho fatta.
Prima di pubblicare le foto, eccovi qualche dato per darvi un'idea della complessità e della fatica dietro quest'impresa che non ha eguali nella mia misera e patetica vita:
- gli ingredienti: 400 gr di fecola, 400 gr di farine varie senza glutine, 920 gr di zucchero, 24 uova, 820 gr di burro, 4 bustine di lievito, 4 bustine di vanillina, 650 gr di latte, 140 gr di glucosio, 1500 gr di zucchero a velo, 300 gr di cioccolato fondente, 400 gr di panna, 4 bicchieri di caffè;
- 11 strati: 2 strati di crema al caffè, 2 strati di crema al cioccolato, 5 strati di pan di spagna (2 di un tipo, 3 di un altro) uno strato di crema al burro, uno strato di pasta di zucchero;
- i tempi di preparazione: un pomeriggio per 4 pan di spagna, un pomeriggio per preparare le creme e montare i vari strati, un'intera giornata per intagliarla e decorarla, 10 ore solo per creare il disegno e rifinire i dettagli.
Ma ora sono fiera di presentarvi
Vi confesso che, una volta finito, mi sono ritrovata a parlargli. E sì, anche se ho tentato di mantenere una dignità, quando è arrivato il momento di tagliarla piangevo internamente. La parte più divertente della serata è stata quando mio suocero, per scherzare, ha chiesto se poteva accarezzarlo e, quando io gli ho risposto che avrebbe potuto davvero farlo, tutta la famiglia si è fiondata addosso alla torta per provare l'effetto finto pelo. Una mia cognata ha anche schiacciato il cuscino esclamando un "è morbido davvero!" che avrebbe meritato l'ovvia risposta "sì, capita quando infili un dito nella crema".
Ora fioccano richieste ai limiti dell'assurdo, tra grattacieli, motorini, carri armati e beagle. Ed io gongolo, così piena d'orgoglio da sentirmi scoppiare. In fondo basta poco per rendermi felice. :)
Prima di pubblicare le foto, eccovi qualche dato per darvi un'idea della complessità e della fatica dietro quest'impresa che non ha eguali nella mia misera e patetica vita:
- gli ingredienti: 400 gr di fecola, 400 gr di farine varie senza glutine, 920 gr di zucchero, 24 uova, 820 gr di burro, 4 bustine di lievito, 4 bustine di vanillina, 650 gr di latte, 140 gr di glucosio, 1500 gr di zucchero a velo, 300 gr di cioccolato fondente, 400 gr di panna, 4 bicchieri di caffè;
- 11 strati: 2 strati di crema al caffè, 2 strati di crema al cioccolato, 5 strati di pan di spagna (2 di un tipo, 3 di un altro) uno strato di crema al burro, uno strato di pasta di zucchero;
- i tempi di preparazione: un pomeriggio per 4 pan di spagna, un pomeriggio per preparare le creme e montare i vari strati, un'intera giornata per intagliarla e decorarla, 10 ore solo per creare il disegno e rifinire i dettagli.
Ma ora sono fiera di presentarvi
IL MIO MICINO!
Vi confesso che, una volta finito, mi sono ritrovata a parlargli. E sì, anche se ho tentato di mantenere una dignità, quando è arrivato il momento di tagliarla piangevo internamente. La parte più divertente della serata è stata quando mio suocero, per scherzare, ha chiesto se poteva accarezzarlo e, quando io gli ho risposto che avrebbe potuto davvero farlo, tutta la famiglia si è fiondata addosso alla torta per provare l'effetto finto pelo. Una mia cognata ha anche schiacciato il cuscino esclamando un "è morbido davvero!" che avrebbe meritato l'ovvia risposta "sì, capita quando infili un dito nella crema".
Ora fioccano richieste ai limiti dell'assurdo, tra grattacieli, motorini, carri armati e beagle. Ed io gongolo, così piena d'orgoglio da sentirmi scoppiare. In fondo basta poco per rendermi felice. :)
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giovedì 2 febbraio 2012
Buongiorno schizofrenia!
Sto prendendo la sana abitudine di farmi svegliare dal mio fidanzato. La suoneria associata al suo numero è questa
Perdonate il video, ma è l'unico modo che conosco per inserire un file audio. Comunque, di suo questa canzone sarebbe già uno splendido risveglio, se poi ci uniamo anche le coccole mattutine... sono in paradiso!
Poi devo alzarmi. Eccovi un tipico esempio di conversazione tra me, il mio cervello e la mia forza di volontà:
Su, muoviti, in piedi!
Gno! Perché dovrei alzarmi?
Devi preparare la torta per il tuo fidanzato.
Verrà male, malissimo. Ma perché mai mi imbarco in queste imprese disperate ai limiti dell'impossibile?
Si chiama masochismo. Fuori dalle coperte!
Gno! Fa freddo!
Devi studiare.
Così quando verrò bocciata potrò dire di aver fatto il possibile prima di fallire miseramente?
Almeno lucida il pavimento! Ci hai messo mesi per farlo tornare brillante!
Ecco, appunto. Ti pare che, se lo lascio così per un giorno, torna tutto opaco? E pure se fosse, un bel chissenefrega non ce lo metti?
Ma... ma tutti i buoni propositi? Imparare lo svedese, ricominciare col russo, diventare più attiva per rassodare il flaccidume che ti copre le ossa?
Ehi, dico, ti sei accorta che è iniziato febbraio? Sono riuscita a far durare i buoni propositi ben 31 giorni. Un record! Cosa vuoi di più dalla vita?
Forza di volontà, ti prego, reagisci. Dille qualcosa almeno tu.
...
Senso del dovere, dove sei?
...
Estro creativo?
Ha ragione, quella torta è un caso perso. Perché cacchio si ostina a fare 'ste cose complicate?
Ok, va bene, rimani a letto! Fai quello che ti pare! Basta che non accendi il pc.
E infatti adesso vi sto scrivendo con la forza del pensiero. Le scimmie parlanti nel mio cervello stanno prendendo il sopravvento. Ditemi voi cosa posso fare...
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