Mi capita spesso, frequentando blog che parlano della Svezia, di leggere commenti non proprio positivi a proposito dell'emigrazione. In particolare, molti italiani che hanno vissuto o vivono lì sembrano avere come unica ragione di vita quella di dissuadere poveri ingenui come me dal trasferirsi in un paese brutto e freddo come la Svezia. Perchè, in fondo, non è tutto oro quello che luccica e non dobbiamo fidarci di ciò che sentiamo dire in giro; gli svedesi brutti e cattivi
fingono che il loro paese sia perfetto, per poi fregarci ed esiliarci negli sgabuzzini durante le pause caffè!
Un po' le invidio, queste persone. Hanno evidentemente una base da cui partire, un buon reddito o una casa di proprietà, se possono permettersi di dire che in Italia si vive meglio. Analizzando la mia situazione, direi che
qui posso tranquillamente iniziare a "fare le pezze", perchè più di tanto il mio paese non mi concederà mai, con o senza laurea. E siccome non ho la possibilità di vivere di rendita, i miei genitori non sono ricchi e la casa di proprietà ce la possiamo solo sognare, forse (ma forse, eh!) trasferirmi in un paese dove le case costano un quarto rispetto ai prezzi di Napoli e dove l'esistenza della laurea in biotecnologie è riconosciuta per legge sarebbe un miglioramento.
Ma è solo un'ipotesi!
Ho letto, una volta, un commento di una signora che disprezzava a tal punto la Svezia da volersene tornare di corsa in Italia. Quando le hanno fatto notare che vendendo la sua nuovissima casa svedese non avrebbe mai potuto permettersene una italiana, lei ha risposto che la sua situazione, economica, familiare e lavorativa, le avrebbe permesso di tornare a casa senza problemi. Buon per lei. Il punto è che non tutti hanno una casa di proprietà in cui tornare se si stancano di giocare al piccolo emigrante in Svezia. E non tutti hanno un capo che li aspetta a braccia aperte per offrir loro un lavoro fisso e ben retribuito. Ma questo, evidentemente, va al di là della loro comprensione, ed è proprio per questo che li invidio. Sono persone che stanno talmente bene, sotto ogni punto di vista, da non riuscire proprio a capire che c'è gente che non ha scelta. Un po' come quel tizio di cui parlavo qualche post fa, sono concentrati solo sulla loro vita e non pensano nemmeno che c'è chi non ha tanta fortuna, ma si considerano unico punto di riferimento e canone di giudizio. Fanculo!
Agli immigrati in Italia, il nostro paese offre lavori sottopagati, sfruttamento in ogni campo, trafile burocratiche interminabili e addossa sulle loro spalle la colpa di ogni male. Che qualcuno, conoscendo la situazione di questa gente, mi venga a dire che in Svezia gli immigrati vivono male non posso accettarlo. Se non sbaglio, a loro è stato offerto un lavoro, un corso di lingua, un posto nelle liste di attesa per avere una casa, che evidentemente non è abbastanza per i loro gusti, ma che è molto di più di quanto il loro paese offra agli immigrati. E che non mi si dica "potendo scegliere, tornerei in Italia", perchè se la pensano così e rimangono in Svezia, è evidente che
non hanno scelta. E la scelta non gliel'ha tolta il paese che li ospita, ma quello che ha tolto loro la possibilità di lavorare, di avere un tetto sulla testa e di vivere dignitosamente.
In Italia vivrebbero meglio? Possono anche lasciare che la loro fantasia li porti a pensare una cosa del genere, ma se rimangono in Svezia è perchè in Italia farebbero la fame.
Anch'io vivrei bene in Italia, se fossi milionaria; vivrei bene anche a Napoli, con una bella villa a Posillipo e un lavoro strapagato. Il punto è che vivo a Barra, una merda di quartiere periferico ad alto tasso di criminalità, e posso passare la vita a sognare di cambiare la mia vita qui, ma
la realtà è che non c'è speranza.
In Italia si vivrebbe bene, se...
In Svezia si vive male, ma...
Mi dispiace che certe persone si trovino male nell'unico paese in cui possono permettersi di vivere, ma dovrebbero accettare il fatto che è proprio grazie a quel paese che "vivono", appunto. Girare per i blog di persone che apprezzano lo stile di vita scandinavo urlando a gran voce di tenersene lontani, quando loro stessi rimangono lì e non ci pensano proprio a tornare in Italia, è quantomeno patetico. Mi sembrano tanti vermi, intenti a sparlare di chi li nutre; o uccellacci del malaugurio, che ci profetizzano ogni male possibile per il solo fatto di avere, rispetto a loro, la voglia di vivere nel paese che tanto disprezzano, ma si guardano bene dal fare ciò che consigliano a noi.
Mi fanno schifo.