Anche quest'anno è ormai concluso. Anno finito? 2012 già passato? Ma quando? Come? Io sono rimasta a gennaio, ai buoni propositi, al nuovo inizio... mica me ne sono accorta che siamo già alla fine! E poi, a proposito di propositi, quando mi sono messa a pensare a ciò che avrei voluto fare quest'anno ho aggiunto la voce "visitare la Svezia" solo per scaramanzia. In realtà non pensavo che l'avrei davvero visitata. Non ci credevo minimamente! E invece è stato uno dei due soli propositi che sono riuscita a realizzare. L'altro è il solito, classico, "leggere 12 libri"; un libro al mese, spaziando da Agatha Christie a Dostoevskij, e la mia anima si sente più tranquilla.
Gli altri, i buoni propositi sul dimagrire, studiare di più, portare avanti tutti i mille progetti che avevo iniziato, sono miseramente naufragati. Anzi, sono ingrassata e ho abbandonato l'università! Dei mille progetti, una buona metà è stata conclusa, ma ancora non sono riuscita a liberarmi di tutti. In Svezia mi porterò quello più ambizioso: una copertina di lana a quadroni, tutta colorata.
Per il 2013 l'elenco è molto più breve:
1. sopravvivere in Svezia;
2. imparare un po' di svedese, quel tanto che basta per la sopravvivenza di cui sopra;
3. ricamare la copertina di lana;
4. ricordarmi di tutti i compleanni e gli onomastici anche a 2400 km di distanza;
5. partecipare al NaNoWriMo e magari portarlo anche a termine.
Sì, direi che si può fare.
E i vostri buoni propositi? Come vi è andato l'anno vecchio e cosa vi aspettate dal nuovo?
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domenica 30 dicembre 2012
martedì 13 marzo 2012
Un po' di tempo per me.
Oggi, finalmente, ho un po' di tempo in più da dedicare a questo blog. Iniziamo con gli aggiornamenti:
- sono stata bocciata all'esame (e ti pareva). La prof mi ha fatto una domanda su una specifica reazione chimica, ma quando ho sbagliato a scrivere una molecola (ho confuso la posizione di un ossigeno), mi ha bocciata dicendomi che non si può fare un esame di biochimica senza saper scrivere quella specifica molecola, e che, di conseguenza, non importava affatto che sapessi cos'è e in quali vie metaboliche è coinvolta. Durata dell'orale: 3 minuti netti.
- tre giorni fa è stato il mio compleanno. Festeggiamenti per due giorni, visto che era anche il compleanno del mio cognatino, tre torte diverse e una marea di regali costosi, per non parlare della montagna di fiori che ho ricevuto dal mio fidanzato. Tra l'altro, in questi tre giorni non ho fatto altro che pensare a due cose: 1) questo dovrebbe essere il mio ultimo compleanno in Italia e 2) nulla dice "ti amo" più di una gigantesca torta con meringhe e cioccolato, la cui preparazione ha richiesto una notte di lavoro. Mi sono sentita coccolata, amata e viziata.
- la mia migliore amica è in Svezia ormai da un mese e un giorno. La sento spesso, più di quanto non la sentissi quando viveva a pochi km da me, ma ho l'impressione che non mi abbia detto niente di questo mese. Non so cosa mi aspettassi, probabilmente commenti entusiasti sull'acqua corrente (e magari pure calda) e l'esistenza dei bus, che nel mio quartiere sono miraggi.
- rimanendo in tema di acqua corrente, due anni fa, a febbraio, il mio palazzo e tutta la strada su cui poggia sembravano voler crollare, a causa di una perdita d'acqua che aveva corroso tutto il sottosuolo. Tanto spavento, ma poi siamo tornati a viverci rassicurati dal comune e da una colata di cemento. Ancora oggi mi chiedo come sia possibile riempire 500 mt di strada con una sola colata, ma queste sono domande esistenziali alle quali non avrò mai risposta. Sta di fatto che, pochi mesi dopo, si è ripresentato il problema, spostato di quei 10 mt necessari a coinvolgere un palazzo diverso dal nostro. E poi, un altro paio di mesi dopo, quello successivo. E poi... sono finiti i palazzi! Il bello di vivere nel terzultimo palazzo di Napoli. Sembrava tutto risolto, quando ieri è crollata una strada al centro del quartiere. Non trovate rassicurante l'idea che, dopo due anni, l'arin non abbia fatto assolutamente manutenzione, pur sapendo che nella zona c'è questo problema? A me basta che regga altri 11 mesi, poi fanculo a 'sto quartiere di...
- a Zion, che mi diceva di laurearmi ed emigrare il giorno dopo, vorrei dire che io spero di emigrare molto prima della laurea. Questo perché non è giusto che il mio fidanzato, già laureato, debba perdere tempo prezioso qui in Italia solo per aspettarmi. Certo, potrei rimanere in Italia mentre lui inizia la sua nuova vita in Svezia, ma spero di poter continuare gli studi direttamente lì. So di gente che l'ha fatto, ma per il momento non sono riuscita a trovare nessuna facoltà di biotecnologie in Svezia, almeno non per il bachelor degree.
- a Silvia, che mi spiegava il disturbo di identità di genere, vorrei dire che la cosa di cui mi sorprendevo non era questo cambiamento di sesso, ma gli elementi su cui si sono basati (almeno secondo l'articolo) per diagnosticare questo disturbo. Citando l'articolo:
Le evidenze di questo disturbo sono comparse all'età di 3 anni: dai racconti della madre, si sa che Zach ha cominciato a fissarsi con giocattoli da bambina, poi a chiedere vestiti da femmina e a rifiutare qualsiasi cosa fosse tipicamente maschile.Io ho un fratello più piccolo; da bambini giocavamo insieme con le bambole ed entrambi usavamo pantaloni comodi e t-shirt. Non è certo questo che ha influenzato il nostro sviluppo sessuale. E, aggiungo, non me n'è mai fregato niente di come mia madre decideva di vestirmi. Personalmente trovavo scomodissime le calze e la maglia di lana e stavo bene se i miei vestiti erano comodi, larghi e mi permettevano di giocare liberamente. Non capisco cosa intenda certa gente con "cosa tipicamente maschile". Vuol dire che un maschietto non può giocare con le bambole, o che una femminuccia non può divertirsi con le macchinine? Questi mi sembrano preconcetti degli adulti che non hanno niente a che vedere con la sessualità dei bambini. Peggio ancora:
da un anno si veste e gioca come preferisce, a scuola i compagni lo trattano come una bambina e da quando anche i familiari e gli educatori lo considerano una femminuccia, Zach è molto più sereno.
Innanzitutto, mi sembra ovvio che lasciare ad un bambino la libertà di giocare e vestirsi come crede corrisponda ad un miglioramento della sua condizione psicologica. La cosa che mi preoccupa, però, è la frase "gli educatori lo considerano una femminuccia". Cosa vuol dire? Cosa fanno gli educatori con le femminucce? Come si può avere un comportamento diverso con i bambini di cinque anni, basandosi sul sesso? Io sono stata educata dalle suore, che sono il sessismo fatto essere umano e mandato in terra a punirci per le nostre vagine, eppure perfino loro non facevano distinzione tra maschietto e femminuccia e ci terrorizzavano e picchiavano senza alcuna distinzione di genere. Non sarà, forse, che certi "educatori" con le femminucce sono più pazienti e comprensivi, e per questo il bambino adesso è più sereno? Infine, la frase che, più di tutte, mi terrorizza:
Zach non riusciva proprio a vivere tra macchinine, robottini e pistole giocattolo. Fin da piccolissimo — i genitori sostengono fin dall'età di 3 anni- Zach sognava di essere una bambina. Di indossare il tutù rosa, di giocare con Dora l'Esploratrice, di pettinare le bambole.
Ma porca paletta! Io pretendo che il mio futuro figlio, maschio, sia libero di giocare con Dora l'esploratrice e di pettinare le bambole! Rivendico il diritto della mia bimba non ancora nata a far scontrare le macchinine e sparare con pistole giocattolo ai robottini! Voglio che la futura lei si senta libera di vestirsi da Batman per carnevale, e che il futuro lui non si vergogni di indossare una maglietta rosa (colore che, nei negozi partenopei, ormai spopola per gli uomini, insieme al lilla. La rivincita dei gay repressi?). Voglio che mio figlio non indossi la gonna perché è scomoda, e non perché è femminile, soprattutto considerato che i preti, i popoli arabi e pure i maghi di Harry Potter la indossano. Un giorno potrei ritrovarmi costretta a spiegargli che Gandalf, con quei capelli lunghi e la tunica bianca, non era abbastanza "virile", o che Legolas si è fatto prestare il vestitino di Trilli e no, non si fa!
Ho conosciuto una bambina, ultima di 4 figli, che voleva a tutti i costi farsi spuntare il pisellino. Passava ore seduta sul gabinetto sperando di vederlo comparire, lo chiedeva come regalo a Babbo Natale e ad ogni doccia credeva che qualcosa, tra le sue gambe, stesse crescendo e che fosse solo questione di tempo prima di ritrovarsi un bel pene vero. Per non parlare del fatto che rubava i vestiti ai fratelli, che era il più "maschio" del gruppo, che aveva modi da scaricatore di porto (con tutto il rispetto per la categoria) e la famiglia non riusciva a tenerla ferma e buona un solo istante. Mai giocato con le bambole, mai ricamato, mai fatto le faccende domestiche perché donna, ma solo perché costretta e solo quando anche i fratelli capitolavano. Ecco, questa bambina, oggi è una giovane Donna, convinta della sua sessualità, tranquilla, pacata e riflessiva, perfetta nella gestione della casa e, ahimé, costretta a crescere troppo in fretta da una situazione familiare difficile. Del maschiaccio ribelle che era da piccola non c'è più traccia, né sessualmente, né caratterialmente. Non voglio dire che le donne siano per forza pacate e riflessive, o che gli uomini non lo siano, ma vorrei evidenziare che è diventata il contrario di quello che era da piccola: da mostro ingestibile a persona tranquilla, serena e in pace col suo corpo e la sua sessualità.
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mercoledì 8 febbraio 2012
Il mio piccolo capolavoro.
Lo confesso, non credevo che ci sarei riuscita. La sola idea di preparare una torta così complessa mi ha tolto il sonno per una settimana. Però, alla fine, ce l'ho fatta.
Prima di pubblicare le foto, eccovi qualche dato per darvi un'idea della complessità e della fatica dietro quest'impresa che non ha eguali nella mia misera e patetica vita:
- gli ingredienti: 400 gr di fecola, 400 gr di farine varie senza glutine, 920 gr di zucchero, 24 uova, 820 gr di burro, 4 bustine di lievito, 4 bustine di vanillina, 650 gr di latte, 140 gr di glucosio, 1500 gr di zucchero a velo, 300 gr di cioccolato fondente, 400 gr di panna, 4 bicchieri di caffè;
- 11 strati: 2 strati di crema al caffè, 2 strati di crema al cioccolato, 5 strati di pan di spagna (2 di un tipo, 3 di un altro) uno strato di crema al burro, uno strato di pasta di zucchero;
- i tempi di preparazione: un pomeriggio per 4 pan di spagna, un pomeriggio per preparare le creme e montare i vari strati, un'intera giornata per intagliarla e decorarla, 10 ore solo per creare il disegno e rifinire i dettagli.
Ma ora sono fiera di presentarvi
Vi confesso che, una volta finito, mi sono ritrovata a parlargli. E sì, anche se ho tentato di mantenere una dignità, quando è arrivato il momento di tagliarla piangevo internamente. La parte più divertente della serata è stata quando mio suocero, per scherzare, ha chiesto se poteva accarezzarlo e, quando io gli ho risposto che avrebbe potuto davvero farlo, tutta la famiglia si è fiondata addosso alla torta per provare l'effetto finto pelo. Una mia cognata ha anche schiacciato il cuscino esclamando un "è morbido davvero!" che avrebbe meritato l'ovvia risposta "sì, capita quando infili un dito nella crema".
Ora fioccano richieste ai limiti dell'assurdo, tra grattacieli, motorini, carri armati e beagle. Ed io gongolo, così piena d'orgoglio da sentirmi scoppiare. In fondo basta poco per rendermi felice. :)
Prima di pubblicare le foto, eccovi qualche dato per darvi un'idea della complessità e della fatica dietro quest'impresa che non ha eguali nella mia misera e patetica vita:
- gli ingredienti: 400 gr di fecola, 400 gr di farine varie senza glutine, 920 gr di zucchero, 24 uova, 820 gr di burro, 4 bustine di lievito, 4 bustine di vanillina, 650 gr di latte, 140 gr di glucosio, 1500 gr di zucchero a velo, 300 gr di cioccolato fondente, 400 gr di panna, 4 bicchieri di caffè;
- 11 strati: 2 strati di crema al caffè, 2 strati di crema al cioccolato, 5 strati di pan di spagna (2 di un tipo, 3 di un altro) uno strato di crema al burro, uno strato di pasta di zucchero;
- i tempi di preparazione: un pomeriggio per 4 pan di spagna, un pomeriggio per preparare le creme e montare i vari strati, un'intera giornata per intagliarla e decorarla, 10 ore solo per creare il disegno e rifinire i dettagli.
Ma ora sono fiera di presentarvi
IL MIO MICINO!
Vi confesso che, una volta finito, mi sono ritrovata a parlargli. E sì, anche se ho tentato di mantenere una dignità, quando è arrivato il momento di tagliarla piangevo internamente. La parte più divertente della serata è stata quando mio suocero, per scherzare, ha chiesto se poteva accarezzarlo e, quando io gli ho risposto che avrebbe potuto davvero farlo, tutta la famiglia si è fiondata addosso alla torta per provare l'effetto finto pelo. Una mia cognata ha anche schiacciato il cuscino esclamando un "è morbido davvero!" che avrebbe meritato l'ovvia risposta "sì, capita quando infili un dito nella crema".
Ora fioccano richieste ai limiti dell'assurdo, tra grattacieli, motorini, carri armati e beagle. Ed io gongolo, così piena d'orgoglio da sentirmi scoppiare. In fondo basta poco per rendermi felice. :)
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domenica 22 gennaio 2012
Ricominciamo?
Ventisette anni tra meno di due mesi. Durante l'ultimo anno di scuola, ormai ben 8 anni fa, sono stata operata due volte per un adenoma alla parotide (il mio primo tumore!), ho dovuto rinunciare agli ultimi esami di francese e ad un buon voto all'esame di stato, ho visto la mia migliore amica spegnersi lentamente a causa di un tumore al cervello (e il suo sì che era pericoloso) e poi ritornare alla vita dopo il coma. Quando si vivono certe cose si è troppo impegnati a sopravvivere per lasciarsi andare alla paura. La parte difficile viene dopo, quando tutto si è risolto, in un modo o nell'altro. Si piangono tutte le lacrime che si sono trattenute per mesi, si fanno i conti con i se, i ma e i forse, ci si adatta ad una nuova vita.
Io non ce l'ho fatta. Proprio quando tutto sembrava tornato alla normalità, quando i tagli sul mio collo sono diventati cicatrici, quando i capelli della mia amica sono cresciuti abbastanza da coprire i segni dell'intervento, quando la scuola era finita e non dovevo preoccuparmene più, sono crollata. Ho avuto una fortissima depressione, sono diventata ostaggio delle crisi di panico e... beh, del mio rapporto col cibo ne ho già parlato. E siccome piove sempre sul bagnato, lo psicologo al quale mi sono rivolta ha lavorato per ben tre anni (!!!) solo per rendermi dipendente da lui e per poter abusare di me. Ce ne ho messo di tempo, ma alla fine mi sono ripresa anche da questo. Fortunatamente io non mi fido di nessuno, nemmeno degli psicologi, quindi non ha avuto la possibilità di entrare anche tra le mie gambe, oltre che nel mio cervello. Ma ci ha provato...
E a fare da sfondo a tutte queste vicissitudini c'era sempre lei, l'università. Ho seguito i corsi del primo anno, poi l'ho abbandonata. Di tanto in tanto preparavo un esame, ma era più per far contenti i miei genitori che per vero interesse. Ormai sono iscritta da 8 anni e non ho finito nemmeno gli esami del primo. Ora è uscito fuori quest'altro tumore, e non voglio ricadere nella depressione. Non voglio passare altri 8 anni sospesa in questo limbo, incapace di fare qualsiasi cosa, sulle spalle (economicamente) dei miei genitori e (psicologicamente) del mio fidanzato. E così ricomincio. Ricomincio? Ci provo, ecco. Provo a riprendere in mano i libri, a capire quel che c'è scritto, a memorizzare dati e formule. Ma sono terrorizzata, questa è la verità. Innanzitutto mi sembra che questo corso di studi sia infinito. Ventitré esami, trentacinque materie, più di cinquanta professori. C'è da perdersi. Poi bisogna considerare che sono anni che non studio. A parte il corso di russo, non memorizzo nozioni da almeno 8 anni e questi esami sono uno più pesante dell'altro. A tutti i coraggiosi che hanno intenzione di iscriversi a biotecnologie: non fatelo! E' una faticaccia inutile e non porta da nessuna parte. Infine, appunto, mi servirà mai? Se davvero riuscissi a superare tutte le ansie e le paure e prendessi 'sta cavolo di laurea, mi servirebbe davvero? In Italia sicuramente no. E all'estero? In Svezia? Mi servirà farmi un cu...ore quadrato sui libri, o sarà solo tempo perso e acchiapperò l'ennesima batosta?
Mer...enda (fedele ai miei buoni propositi)! Ho urgente bisogno di una flebo di ottimismo!
Io non ce l'ho fatta. Proprio quando tutto sembrava tornato alla normalità, quando i tagli sul mio collo sono diventati cicatrici, quando i capelli della mia amica sono cresciuti abbastanza da coprire i segni dell'intervento, quando la scuola era finita e non dovevo preoccuparmene più, sono crollata. Ho avuto una fortissima depressione, sono diventata ostaggio delle crisi di panico e... beh, del mio rapporto col cibo ne ho già parlato. E siccome piove sempre sul bagnato, lo psicologo al quale mi sono rivolta ha lavorato per ben tre anni (!!!) solo per rendermi dipendente da lui e per poter abusare di me. Ce ne ho messo di tempo, ma alla fine mi sono ripresa anche da questo. Fortunatamente io non mi fido di nessuno, nemmeno degli psicologi, quindi non ha avuto la possibilità di entrare anche tra le mie gambe, oltre che nel mio cervello. Ma ci ha provato...
E a fare da sfondo a tutte queste vicissitudini c'era sempre lei, l'università. Ho seguito i corsi del primo anno, poi l'ho abbandonata. Di tanto in tanto preparavo un esame, ma era più per far contenti i miei genitori che per vero interesse. Ormai sono iscritta da 8 anni e non ho finito nemmeno gli esami del primo. Ora è uscito fuori quest'altro tumore, e non voglio ricadere nella depressione. Non voglio passare altri 8 anni sospesa in questo limbo, incapace di fare qualsiasi cosa, sulle spalle (economicamente) dei miei genitori e (psicologicamente) del mio fidanzato. E così ricomincio. Ricomincio? Ci provo, ecco. Provo a riprendere in mano i libri, a capire quel che c'è scritto, a memorizzare dati e formule. Ma sono terrorizzata, questa è la verità. Innanzitutto mi sembra che questo corso di studi sia infinito. Ventitré esami, trentacinque materie, più di cinquanta professori. C'è da perdersi. Poi bisogna considerare che sono anni che non studio. A parte il corso di russo, non memorizzo nozioni da almeno 8 anni e questi esami sono uno più pesante dell'altro. A tutti i coraggiosi che hanno intenzione di iscriversi a biotecnologie: non fatelo! E' una faticaccia inutile e non porta da nessuna parte. Infine, appunto, mi servirà mai? Se davvero riuscissi a superare tutte le ansie e le paure e prendessi 'sta cavolo di laurea, mi servirebbe davvero? In Italia sicuramente no. E all'estero? In Svezia? Mi servirà farmi un cu...ore quadrato sui libri, o sarà solo tempo perso e acchiapperò l'ennesima batosta?
Mer...enda (fedele ai miei buoni propositi)! Ho urgente bisogno di una flebo di ottimismo!
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martedì 3 gennaio 2012
I soliti noti
E così, è arrivato il 2012. Io non volevo, ma i buoni propositi mi hanno assalita. Giuro, mi hanno colpita alle spalle e ferita mortalmente, fino ad impossessarsi del mio corpo, per costringermi a scrivere questo post.
Eccovi dunque il mio elenco. Il solito, ovviamente, perchè tanto so già che quest'anno non farò nulla di tutto ciò. Più che buoni propositi, è la lista dei sogni irrealizzabili; mi ricorda quando, da bambina, venivo sottoposta a stressanti interrogatori da parte dei parenti sui miei progetti futuri. E non è che da allora la lista sia cambiata di molto, eh!
1) Il solito "studiare di più". Questo è uguale dalla prima elementare, con una pausa di un paio d'anni al liceo, durante i quali è diventato "non fare niente che non sia espressamente richiesto, e anche in quel caso farlo solo sotto minaccia di morte"; ma quest'anno mi ci metto d'impegno!
2) Iniziare ad imparare qualche parolina di svedese. Lo stretto indispensabile per sopravvivere ad un viaggio di una decina di giorni. Il che mi porta direttamente al punto 3.
3) Visitare la Svezia. In inverno.
4) Finire quel miliardo di progetti che ho iniziato. Al momento la lista comprende: un cuscino ricamato all'uncinetto, una coperta di lana, tre sciarpe, un paio di calzettoni, un cappello, un guanto (l'altro l'ho fatto), una borsetta di carta (prima o poi citerò Barbara e paint your life per procurata infermità mentale), una decina di collane, un vassoio e una scatola decoupati (esiste?), una candela intagliata, tre pupazzetti di pannolenci, uno scaldacollo.
5) Scrivere di più. Nella mia mente ci sono già 8 fan fiction, 2 racconti brevi e uno abbastanza lungo da poter essere spedito a qualche casa editrice. L'unico problema è tirarli fuori dal groviglio di ragnatele che ho al posto del cervello.
6) Riparare quelledannatissime cuffiette di merda che si sono rotte proprio la notte di capodanno! Non esiste che io spenda 15 euro per 20 giorni di funzionamento!
7) Dire meno parolacce.
8) Liberarmi delle cose vecchie, in ogni senso.
9) Aggiornare la lista dei blog amici.
10) Ricominciare a studiare russo. Io adoro il russo! E siccome chi ben comincia è a metà dell'opera, ecco a voi una canzoncina carina per augurarvi buon anno. Siccome sono buona vi lascio anche il testo. Posso solo dirvi che voi, cari i mei Indiana Svensson (cit. Fiammetta), dovreste imparare da questi ragazzi a godervi l'inverno svedese, che in quanto a freddo e neve non può essere certo peggiore di quello russo. No, scherzo. Dai miei 20° napoletani, vi compatisco tutti. :D
Oх, зима, хороша,
И поет душа.
И метель метет,
За собой зовёт.
А зовёт туда,
Где родные поля.
Где родные края,
И земля моя.
Снег и вьюги,
Ледяные гонки.
Лыжи и санки,
Шапки-ушанки.
Снежные бабы,
Ямы да ухабы.
Русские зимы,
До чего ж красивы.
А когда загрустим,
То без дела не сидим.
Мы спешим на улицу,
Чтоб скорей зажмуриться.
От снега искристого,
Белого, пушистого.
От солнца лучистого,
Зимнего, чистого.
Снег и вьюги,
Ледяные гонки.
Лыжи и санки,
Шапки-ушанки.
Снежные бабы,
Ямы да ухабы.
Русские зимы,
До чего ж красивы.
Ну, а вот Новый год,
Он уже к нам идет.
Он спешит к нам, друзья,
Жить нам без него нельзя.
Это шутки и смех,
Это радость для всех.
Так давай не скучай,
Вместе с нами запевай!
Снег и вьюги,
Ледяные гонки.
Лыжи и санки,
Шапки-ушанки.
Снежные бабы,
Ямы да ухабы.
Русские зимы,
До чего ж красивы.
Снег и вьюги,
Ледяные гонки.
Лыжи и санки,
Шапки-ушанки.
Снежные бабы,
Ямы да ухабы.
Русские зимы,
До чего ж красивы.
Eccovi dunque il mio elenco. Il solito, ovviamente, perchè tanto so già che quest'anno non farò nulla di tutto ciò. Più che buoni propositi, è la lista dei sogni irrealizzabili; mi ricorda quando, da bambina, venivo sottoposta a stressanti interrogatori da parte dei parenti sui miei progetti futuri. E non è che da allora la lista sia cambiata di molto, eh!
1) Il solito "studiare di più". Questo è uguale dalla prima elementare, con una pausa di un paio d'anni al liceo, durante i quali è diventato "non fare niente che non sia espressamente richiesto, e anche in quel caso farlo solo sotto minaccia di morte"; ma quest'anno mi ci metto d'impegno!
2) Iniziare ad imparare qualche parolina di svedese. Lo stretto indispensabile per sopravvivere ad un viaggio di una decina di giorni. Il che mi porta direttamente al punto 3.
3) Visitare la Svezia. In inverno.
4) Finire quel miliardo di progetti che ho iniziato. Al momento la lista comprende: un cuscino ricamato all'uncinetto, una coperta di lana, tre sciarpe, un paio di calzettoni, un cappello, un guanto (l'altro l'ho fatto), una borsetta di carta (prima o poi citerò Barbara e paint your life per procurata infermità mentale), una decina di collane, un vassoio e una scatola decoupati (esiste?), una candela intagliata, tre pupazzetti di pannolenci, uno scaldacollo.
5) Scrivere di più. Nella mia mente ci sono già 8 fan fiction, 2 racconti brevi e uno abbastanza lungo da poter essere spedito a qualche casa editrice. L'unico problema è tirarli fuori dal groviglio di ragnatele che ho al posto del cervello.
6) Riparare quelle
7) Dire meno parolacce.
8) Liberarmi delle cose vecchie, in ogni senso.
9) Aggiornare la lista dei blog amici.
10) Ricominciare a studiare russo. Io adoro il russo! E siccome chi ben comincia è a metà dell'opera, ecco a voi una canzoncina carina per augurarvi buon anno. Siccome sono buona vi lascio anche il testo. Posso solo dirvi che voi, cari i mei Indiana Svensson (cit. Fiammetta), dovreste imparare da questi ragazzi a godervi l'inverno svedese, che in quanto a freddo e neve non può essere certo peggiore di quello russo. No, scherzo. Dai miei 20° napoletani, vi compatisco tutti. :D
Oх, зима, хороша,
И поет душа.
И метель метет,
За собой зовёт.
А зовёт туда,
Где родные поля.
Где родные края,
И земля моя.
Снег и вьюги,
Ледяные гонки.
Лыжи и санки,
Шапки-ушанки.
Снежные бабы,
Ямы да ухабы.
Русские зимы,
До чего ж красивы.
А когда загрустим,
То без дела не сидим.
Мы спешим на улицу,
Чтоб скорей зажмуриться.
От снега искристого,
Белого, пушистого.
От солнца лучистого,
Зимнего, чистого.
Снег и вьюги,
Ледяные гонки.
Лыжи и санки,
Шапки-ушанки.
Снежные бабы,
Ямы да ухабы.
Русские зимы,
До чего ж красивы.
Ну, а вот Новый год,
Он уже к нам идет.
Он спешит к нам, друзья,
Жить нам без него нельзя.
Это шутки и смех,
Это радость для всех.
Так давай не скучай,
Вместе с нами запевай!
Снег и вьюги,
Ледяные гонки.
Лыжи и санки,
Шапки-ушанки.
Снежные бабы,
Ямы да ухабы.
Русские зимы,
До чего ж красивы.
Снег и вьюги,
Ледяные гонки.
Лыжи и санки,
Шапки-ушанки.
Снежные бабы,
Ямы да ухабы.
Русские зимы,
До чего ж красивы.
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sabato 31 dicembre 2011
Arriva...
E così, l'anno finisce.
Ascoltiamo i maya, convinciamoci che il mondo finirà tra meno di 350 giorni e godiamoci ogni istante come se fosse l'ultimo. Come se fosse l'ultimo inverno, l'ultima neve, l'ultima estate, l'ultimo compleanno, l'ultima occasione per chiedere scusa, per ringraziare, per dimostrare amore, per perdonare.
Vi auguro un anno pieno di emozioni, un anno vissuto appieno in ogni suo istante. E sempre col sorriso a far risplendere i vostri volti.
Ascoltiamo i maya, convinciamoci che il mondo finirà tra meno di 350 giorni e godiamoci ogni istante come se fosse l'ultimo. Come se fosse l'ultimo inverno, l'ultima neve, l'ultima estate, l'ultimo compleanno, l'ultima occasione per chiedere scusa, per ringraziare, per dimostrare amore, per perdonare.
Vi auguro un anno pieno di emozioni, un anno vissuto appieno in ogni suo istante. E sempre col sorriso a far risplendere i vostri volti.
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sabato 24 dicembre 2011
Auguri!
Causa partenza verso le luminarie di Salerno, mi ritrovo a fare gli auguri in anticipo. Proprio io, che se non mi riduco al 27 non sono contenta. Mi starò svedesizzando?
Buon Natale a tutti voi; che possa essere sereno e pieno d'amore. Quando si arriva alla mia età anche la salute non è più un dettaglio trascurabile, quindi... che possiate godervi i dolci senza il mal di denti, e la neve senza i reumatismi. Ci si risente per capodanno.
Buon Natale a tutti voi; che possa essere sereno e pieno d'amore. Quando si arriva alla mia età anche la salute non è più un dettaglio trascurabile, quindi... che possiate godervi i dolci senza il mal di denti, e la neve senza i reumatismi. Ci si risente per capodanno.
mercoledì 21 dicembre 2011
Letterina di Natale
Caro Babbo Natale,
per quest'anno, oltre alla solita pace nel mondo, avrei qualche richiestina un po' più personale. Iniziamo col dire che io non ho assolutamente niente contro la sveglia alle 6, nemmeno se a darmela sono urla disperate di bambini; però, babbino mio, non pensi che la mia vicina sia un po' troppo vecchia per certe cose? Sii buono e togli la voce alla nipotina della cara signora, per il suo bene. Ha un'età, ormai, ha bisogno di dormire più di tre ore per notte.
Babbuccio caro, hai per caso provato a parcheggiare la slitta e farti un giro a piedi per Napoli, ultimamente? Io ci ho provato, ma ogni volta c'era uno sciopero diverso. Non è che io non gradisca farmi 12 km a piedi per arrivare in centro, ma penso a tutte le famiglie dei poveri autisti dell'ANM costretti a scioperare un giorno sì e l'altro pure. Pensaci pure tu, caro il mio babbo: ti piacerebbe svegliarti ogni giorno pensando che forse questo è l'ultimo Natale della tua carriera lavorativa? Ecco, per favore, estirpa il dubbio dalle loro menti e fa' che vengano licenziati tutti, così da non farli vivere continuamente nell'incertezza. Non preoccuparti per noi napoletani, non noteremo la differenza. Per quanto riguarda i turisti, invece, potremo finalmente avere una scusa decente per la spaventosa carenza di mezzi pubblici, ché spiegare ogni volta che le pause caffè a Napoli durano due ore è un tantino imbarazzante.
Babbetto mio adorato, tu lo sai che io soffro tanto durante l'inverno per la continua mancanza d'acqua calda (o di acqua e basta). Tu sai quante docce gelate ho dovuto sopportare, quanti santi ho tirato giù dal paradiso, quanti piatti hanno aspettato più di due giorni per essere lavati; ma non ti chiedo niente per me, no. Piuttosto, fai in modo che i dipendenti dell'ex ARIN ora ABC possano avere acqua in abbondanza. La stessa acqua melmosa che buttano nei tubi e che colora di marrone i miei lavandini. Anche calda, se vuoi. Ma fa' che prenda strade alternative e che entri tutta tutta nei loro polmoni.
Ti ringrazio infinitamente per aver inviato all'Italia un nuovo presidente del consiglio. Ci hai fatto davvero un bel regalo e non abbiamo nemmeno dovuto aspettare Natale. Ora, se mai dovessi rimanere disoccupata e zitella a carico di mammà e papà, non corro più il rischio di dover passare un solo giorno a casa con i miei: adesso alla loro pensione mancano tanti di quegli anni che non ho alcun dubbio sul fatto che non la vedranno mai e poi mai.
Ancor di più, grazie per la lezione di catechismo settimanale di Halyna. La mia anima sentiva davvero la mancanza di teorie, in un italiano fantasioso, sulla vita sessuale di Cristo con la Maddalena. Tra l'altro, non voglio entrare nel merito delle tue scelte, ma sono dieci anni che quella povera donna vive in Italia e tu ancora non le hai portato un bel corso di italiano in 15 volumi. Ti sembra giusto? A me no, ma ti sono grata anche di questo. Nessun altro al mondo mi dirà mai più "PENTISCITI" con tanta veemenza e convinzione.
Infine, grazie mille per Gigino. Non solo posso dire di avere il sindaco più figo d'Italia, ma grazie a lui le chiavi di ricerca più gettonate per il mio blog non sono più "cazzo, culo, svedese" in tutte le loro declinazioni, ma De Magistris, Costamagna e votewatch. Il che mi fa fare un bel salto di qualità, non ti pare?
Prima di salutarti, una segnalazione. So che, anni fa, il grande Giobbe Covatta ti chiese di "pensare" alla famiglia del mulino bianco, quella che viveva, appunto, il quel bel mulino sulla riva del fiume. Io lo so che tu hai fatto del tuo meglio, infatti io non ho più visto mulini nelle pubblicità, ma sappi che ti hanno fregato e si sono trasferiti nei boschi. Hanno figliato (di nuovo!) e vanno a lavoro in bici col pupo a seguito. Sì sì, hai capito bene. In bici per i boschi. Il pargolo non mi sembra nemmeno assicurato al seggiolino, tra l'altro. Ora, si sono fatti furbi e vivono lontani dai fiumi, quindi di esondazioni e straripamenti manco a parlarne, ma una bella segnalazione ai servizi sociali? Vabbè, io suggerisco soltanto. Pensaci tu.
Tanti auguri di buone feste.
Con amore
Lil
per quest'anno, oltre alla solita pace nel mondo, avrei qualche richiestina un po' più personale. Iniziamo col dire che io non ho assolutamente niente contro la sveglia alle 6, nemmeno se a darmela sono urla disperate di bambini; però, babbino mio, non pensi che la mia vicina sia un po' troppo vecchia per certe cose? Sii buono e togli la voce alla nipotina della cara signora, per il suo bene. Ha un'età, ormai, ha bisogno di dormire più di tre ore per notte.
Babbuccio caro, hai per caso provato a parcheggiare la slitta e farti un giro a piedi per Napoli, ultimamente? Io ci ho provato, ma ogni volta c'era uno sciopero diverso. Non è che io non gradisca farmi 12 km a piedi per arrivare in centro, ma penso a tutte le famiglie dei poveri autisti dell'ANM costretti a scioperare un giorno sì e l'altro pure. Pensaci pure tu, caro il mio babbo: ti piacerebbe svegliarti ogni giorno pensando che forse questo è l'ultimo Natale della tua carriera lavorativa? Ecco, per favore, estirpa il dubbio dalle loro menti e fa' che vengano licenziati tutti, così da non farli vivere continuamente nell'incertezza. Non preoccuparti per noi napoletani, non noteremo la differenza. Per quanto riguarda i turisti, invece, potremo finalmente avere una scusa decente per la spaventosa carenza di mezzi pubblici, ché spiegare ogni volta che le pause caffè a Napoli durano due ore è un tantino imbarazzante.
Babbetto mio adorato, tu lo sai che io soffro tanto durante l'inverno per la continua mancanza d'acqua calda (o di acqua e basta). Tu sai quante docce gelate ho dovuto sopportare, quanti santi ho tirato giù dal paradiso, quanti piatti hanno aspettato più di due giorni per essere lavati; ma non ti chiedo niente per me, no. Piuttosto, fai in modo che i dipendenti dell'ex ARIN ora ABC possano avere acqua in abbondanza. La stessa acqua melmosa che buttano nei tubi e che colora di marrone i miei lavandini. Anche calda, se vuoi. Ma fa' che prenda strade alternative e che entri tutta tutta nei loro polmoni.
Ti ringrazio infinitamente per aver inviato all'Italia un nuovo presidente del consiglio. Ci hai fatto davvero un bel regalo e non abbiamo nemmeno dovuto aspettare Natale. Ora, se mai dovessi rimanere disoccupata e zitella a carico di mammà e papà, non corro più il rischio di dover passare un solo giorno a casa con i miei: adesso alla loro pensione mancano tanti di quegli anni che non ho alcun dubbio sul fatto che non la vedranno mai e poi mai.
Ancor di più, grazie per la lezione di catechismo settimanale di Halyna. La mia anima sentiva davvero la mancanza di teorie, in un italiano fantasioso, sulla vita sessuale di Cristo con la Maddalena. Tra l'altro, non voglio entrare nel merito delle tue scelte, ma sono dieci anni che quella povera donna vive in Italia e tu ancora non le hai portato un bel corso di italiano in 15 volumi. Ti sembra giusto? A me no, ma ti sono grata anche di questo. Nessun altro al mondo mi dirà mai più "PENTISCITI" con tanta veemenza e convinzione.
Infine, grazie mille per Gigino. Non solo posso dire di avere il sindaco più figo d'Italia, ma grazie a lui le chiavi di ricerca più gettonate per il mio blog non sono più "cazzo, culo, svedese" in tutte le loro declinazioni, ma De Magistris, Costamagna e votewatch. Il che mi fa fare un bel salto di qualità, non ti pare?
Prima di salutarti, una segnalazione. So che, anni fa, il grande Giobbe Covatta ti chiese di "pensare" alla famiglia del mulino bianco, quella che viveva, appunto, il quel bel mulino sulla riva del fiume. Io lo so che tu hai fatto del tuo meglio, infatti io non ho più visto mulini nelle pubblicità, ma sappi che ti hanno fregato e si sono trasferiti nei boschi. Hanno figliato (di nuovo!) e vanno a lavoro in bici col pupo a seguito. Sì sì, hai capito bene. In bici per i boschi. Il pargolo non mi sembra nemmeno assicurato al seggiolino, tra l'altro. Ora, si sono fatti furbi e vivono lontani dai fiumi, quindi di esondazioni e straripamenti manco a parlarne, ma una bella segnalazione ai servizi sociali? Vabbè, io suggerisco soltanto. Pensaci tu.
Tanti auguri di buone feste.
Con amore
Lil
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giovedì 17 marzo 2011
In bocca al lupo, Italia.
Dopo mesi di disgustante retorica, di frasi fatte, di sfracassamento di coglioni, di polemiche e di imprecisioni storiche, ecco che finalmente è arrivato 'sto benedetto 17 marzo. Invece di ricordare quanto sia bello il nostro paese tutto unito, preferisco fare un po' di autoironia.
L'unica cosa che voglio ricordare, prima di lasciare che un altro esprima, con le sue parole, il mio punto di vista, è che di questi 150 anni 20 sono stati di dittatura e 16 di berlusconismo. E sembra che i miei connazionali non abbiano ancora imparato niente...
Io spero di andarmene tra un paio d'anni, quindi non dovrò affrontare le difficoltà del futuro italiano, ma faccio un enorme in bocca al lupo a chi resterà.
L'unica cosa che voglio ricordare, prima di lasciare che un altro esprima, con le sue parole, il mio punto di vista, è che di questi 150 anni 20 sono stati di dittatura e 16 di berlusconismo. E sembra che i miei connazionali non abbiano ancora imparato niente...
Io spero di andarmene tra un paio d'anni, quindi non dovrò affrontare le difficoltà del futuro italiano, ma faccio un enorme in bocca al lupo a chi resterà.
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Stefano Rosso
venerdì 24 dicembre 2010
Auguri!
Buon Natale a tutti voi.
Auguro a tutti voi lettori un Natale sereno, in salute, in (santa) pace, insieme alle persone che amate veramente.
Ed ora, gli auguri personalizzati. Per il momento mi limito alle persone che hanno lasciato commenti, perchè so che leggeranno. Mi perdonino tutti i lettori silenziosi.
Auguro a Carin un Natale "luminoso", anche lassù nel Norrland;
auguro ad Antonio un Natale "internazionale", insieme agli amici del SVE;
auguro a Franco un Natale "easy", senza quella vena polemica che lo caratterizza ultimamente;
auguro a Francesca un Natale "tranquillo", perchè ne ha tanto bisogno;
auguro a Valeria un Natale "in dolce compagnia", perchè ne ha tantissimo bisogno;
auguro a Sana un Natale "pieno di vita", proprio come lei!
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