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domenica 5 maggio 2013

Meglio Napoli.

Dedicato all'anonimo che ha commentato le foto del post precedente dicendomi che "è molto meglio Napoli".
Stasera, dalla finestra della mia camera, potevo godermi questo spettacolo.



Lo confesso, si vedevano anche altre case e tante persone che avrebbero respirato questo schifo, ma le ho tagliate perché non si può mai sapere, certi camorristi potrebbero prendersela a male per queste foto. Magari c'era qualcuno di loro che si stava facendo la doccia... 
Al momento il cielo sopra casa mia è nero.Ma proprio nero nero nero. E la colonna di fumo diventa sempre più densa e larga. Cosa diamine hanno fatto i vigili del fuoco nelle ultime due ore? Chissà! Mistero!

EDIT:
ecco cos'è successo: enorme rogo tossico. Mi mancava questa sensazione di soffocamento a Goteborg. Quando sono arrivata in Svezia non ero più abituata a respirare, tutto quell'ossigeno mi dava alla testa. Fortuna che sono tornata in Italia. Adesso posso tornare al mio destino di miserabile meridionale e morire come il vermiciattolo che sono.

martedì 6 marzo 2012

A chi affidiamo i nostri bambini?

L'altra sera, chiacchierando del progetto emigrazione con la famiglia del mio fidanzato, scherzavamo confrontando aspetti più o meno divertenti della Svezia e dell'Italia. Sempre scherzando, una mia cognata conclude dicendo "mi avete convinta! Vengo con voi e... uhm... faccio la maestra d'asilo!". Giusto per distruggerle anche il sogno, le ho detto che le maestre, in Svezia, devono essere laureate, seguire corsi d'aggiornamento, aver studiato determinate materie, ecc. Ok, scherzava, ma a me piace sottolineare che nessuno potrà seguirmi fin lì. Non ho mica scelto di trasferirmi a 2000 km di distanza per ritrovarmi i parenti a cena la domenica?!? Tornando a noi, la sua frase mi ha fatto riflettere sul fatto che, fino a poco tempo fa, fare la maestra o la professoressa era un ripiego per chi non era riuscito a trovare proprio nient'altro. E se per insegnare all'università bisogna avere almeno una minima conoscenza della materia (minima davvero, ve l'assicuro), già al liceo si possono incontrare soggetti che discutono del grande fratello piuttosto che di letteratura italiana e di tette rifatte piuttosto che d'inglese. Esperienza personale. E sono stata fortunata, perché ho fatto il classico; agli studenti degli istituti tecnici va molto peggio. Chi vuole il diploma "finito" non ha intenzione di andare all'università, quindi perché sprecare tempo nel tentativo di insegnar loro qualcosa? Sono falliti in partenza, il loro destino è scritto già dai 13 anni. Nessun professore perderà mai il suo tempo nel tentativo di insegnare qualcosa ad un futuro meccanico, o ad una sarta, o ad un idraulico. Ditemi voi dove mai s'è visto un carrozziere appassionato di letteratura! Suppongo sia per mantenere un certo ordine sociale: un po' come nel medioevo, il figlio del contadino deve fare il contadino, il figlio del medico farà il medico. Accendere in un ragazzo povero la scintilla della conoscenza equivarrebbe ad appiccare un incendio nella prossima generazione. Soprattutto in un quartiere come il mio, il morto di fame deve rimanere tale, la camorra ha bisogno di manodopera. Così mettiamo pure i primi idioti che capitano ad insegnare nelle scuole di questa città, distruggiamo il lavoro dei maestri di strada, ostacoliamo i volontari che si fanno un cuore così per riuscire a far arrivare quanti più ragazzi possibile almeno alla fine delle medie.
Quello che mi preoccupa di più, però, è il criterio con cui vengono scelti i maestri e le maestre delle elementari. Se alle medie e alle superiori si possono insegnare cose banali ed evidentemente inutili come la coscienza civica e il rispetto delle leggi, alle elementari si forma l'essere umano nella sua completezza. Si impara ad interagire col prossimo, a creare quell'equilibrio che, da adulti, è la base della società; per farla breve, si impara a vivere. E noi cosa facciamo? Diamo quei bambini in pasto a maestre incompetenti, a suore violente, a bidelli pedofili, a "nonni civici" già condannati per spaccio di droga. Nessuno lo trova strano, nessuno si indigna, nessuno cerca di proteggere i bambini. Se non vogliamo farlo per loro, dovremmo almeno farlo per noi stessi: la generazione che ora gattona negli asili sarà quella che ci governerà quando saremo vecchi. Quale futuro ci stiamo costruendo?

giovedì 23 febbraio 2012

Troppo da fare, poco tempo per farlo.

Ormai sono ridotta a scrivere di notte. Studio, studio, studio, fino a che il mio cervello non inizia a parlare da solo. Cucino, e la mia mente ripete. Cerco di dormire, e mi assalgono dubbi su reazioni chimiche. Provo a fantasticare e l'unica cosa che mi fa sentire veramente bene è controllare se ricordo ancora tutto il necessario o sto dimenticando qualcosa. Dormo, e sogno di fare l'esame - e a volte mi va male pure nei sogni.
Vorrei scrivere un sacco di cose. Vorrei innanzitutto chiedervi se anche a voi è capitato di trovare un prof bastardo che si diverte ad umiliare gli studenti. Ma sì che vi è capitato. Capita a tutti. Solo io, però, mi chiedo perché mai una persona debba comportarsi così, perché si diverta tanto a creare paure ed insicurezze. Sono professori, cavolo! Dovrebbero semplicemente testare la conoscenza che ho della materia, non farmi domande che nemmeno nel quesito con la Susi! Odio l'università con tutta me stessa.
Vorrei scrivere a Sana, la mia migliore amica, che attualmente vive a più di 2000 km da me. Ma sono triste, depressa, angosciata, e davvero non è il caso di abbatterla con considerazioni pessimistiche sulla vita e sul futuro. Goditela, tesoro, finché non ti raggiungo.
Vorrei migliorare quella sorta di amicizia che si sta creando con Vera, ma sono troppo timida (e patetica) e il massimo che sono riuscita ad escogitare è stato farle avances sessuali ai sims social. Geniale, no?
Vorrei ripetere un po' di francese, dal momento che lo capisco meno del russo. Ma più della biochimica. Il che vuol dire che ne capisco più di russo che di biochimica, e dovrei iniziare a preoccuparmene, dal momento che l'esame è tra 5 giorni, e non è un esame di lingua russa. E, a proposito del francese, è proprio vero che l'uomo propone e dio dispone: di tutte le lingue che conosco era l'unica che avevo completamente abbandonato e per la quale avevo perso ogni speranza di miglioramento. E invece, proprio in questi giorni, avrò la possibilità di recuperare un po' del tempo perso.
Vorrei essere più presente per il mio fidanzato, che sto trascurando un po'. E magari avere il tempo per chattare con Francy, perché è una vita che non la sento (so che leggi. Perdonami).
Vorrei dirvi di come i camorristi del mio quartiere hanno messo in pericolo la vita di un passante per nascondere un pacco di droga; vorrei potervi raccontare i dettagli delle minacce che sono arrivate alla direttrice di una biblioteca, solo perché un dipendente non vuole fare il suo lavoro.
Vorrei capire com'è possibile decidere di cambiare il sesso ad un bambino di 5 anni, basando la diagnosi di disturbo di identità di genere sul fatto che volesse vestire di rosa e pettinare le bambole. Spiegatemi, per favore, cosa vuol dire "trattare da femminuccia", perché io davvero non riesco a comprendere come una maestra possa comportarsi in maniera diversa con un maschietto (spero tanto che questa notizia sia uno scherzo di carnevale).
Vorrei sfogarmi un po', dal momento che, inspiegabilmente, appena prendo in mano un libro si scatena l'inferno: bambini che urlano, clacson che suonano, telefoni che non fanno altro che squillare, mamma e papà che decidono di vedere la tv a tutto volume, finestre che sbattono, vasi che volano dal balcone... allora, ditemi a che ora posso avere un po' di silenzio. Così, almeno, mi preparo spiritualmente a poter studiare, ripetere, dormire e rilassarmi 15 minuti a notte (in totale) e mi metto l'anima in pace.
E poi, non vi sembra un bruttissimo scherzo del destino che proprio in questi giorni io debba sopportare entrambi i miei genitori a casa, troppo malati per andare a lavoro, ma non abbastanza per perdere la voglia di lamentarsi? Io tremo al pensiero del week end, figuratevi come sto all'idea di doverli sopportare per tutta la settimana. Sul serio, saranno giornate pesantissime.
Infine, ricollegandomi al pensiero sui prof bastardi, mi chiedo perché mai tutti abbiano conosciuto un infame, mentre io ho conosciuto soltanto infami. Ormai non mi chiedo più se sono preparata o no, tanto è del tutto ininfluente. L'unica cosa che mi dà la forza di andare avanti è il pensiero di espatriare. Non voglio più vivere in un paese dove succedono cose come questa o questa, e dove i militari che hanno stuprato e tentato di uccidere una ragazza sono assegnati dopo 10 giorni alla "sicurezza" di una città.
Mi mancano 14 esami. Saranno 14 bastardi, 14 battaglie  combattute in nome della logica e del buon senso, 28 giorni di prove tra scritto e orale. E poi sarò libera di odiare questa città, questo paese, questa politica, questo sistema, da 2000 km di distanza. E speriamo che bastino!

mercoledì 15 febbraio 2012

Il parco dell'amore

Non so se ringraziare sempre e comunque il grande Giggino per questa genialata, o se il merito sia di qualcun altro. Fatto sta che proprio nel mio quartiere nascerà il "parco dell'amore", un parcheggio a pagamento, custodito, dove le coppiette potranno dedicarsi alla più salutare delle attività fisiche. Ora, senza voler fare i moralisti, chi di voi non è stato costretto ad usare la macchina per fare sesso? Diciamoci la verità, è un rischio. Soprattutto in un quartiere come il mio, dove possono decidere di spararti per niente. Ho visto macchine bloccate nei modi più impensabili pur di poter rapinare i poveri ragazzi di turno. Anche perché, ovviamente, a parcheggiarsi nelle piazzole di sosta e nei punti meno illuminati e più pericolosi del quartiere non sono le coppie sposate, ma tutti quei ragazzini che devono far credere a mamma e papà di voler arrivare vergini al matrimonio. Sotto casa mia c'è un grande parcheggio (che la sera serve a questo, mica a parcheggiare...) dove spesso vedo coppiette che tentano di appartarsi, tra l'altro con scarsi risultati. Personalmente trovo assurdo che, nel 2012, ci sia gente costretta a nascondersi per fare sesso, ma capisco anche che, con le famiglie numerose che ci ritroviamo qui al sud, possa essere difficile avere la casa libera. E in un quartiere povero e sfigato come il mio, chi volete che abbia i soldi per permettersi l'albergo ad ore? Ok, va bene, il camorrista del palazzo di fronte al mio ce li ha, visto che ha speso 10.000 euro in fuochi d'artificio per capodanno. Ma non sottilizziamo. Qui i soldi se li ritrova solo certa gente.
C'è chi ha obiettato che ci sarebbero cose più importanti da fare di un parcheggio a pagamento per coppiette. Sì, è vero. Ci sarebbero una marea di cose più importanti. Stiamo annegando nelle cose più importanti. Ci moriremo, suppongo, visto che la strada dove abito se ne sta crollando palazzo dopo palazzo. Però mi sembra anche giusto partire dalle piccole cose. Non ci sono i soldi, e lo capisco, per una riqualificazione in grande stile del quartiere. Credo che non ci sia nemmeno la volontà di farlo. Se possiamo iniziare dalle piccole cose, perché no? Se c'è la possibilità di fare un parcheggio e nient'altro, perché dovremmo rinunciare anche a questo? Barra, San Giovanni e Ponticelli sono dei posti squallidi e disastrati oltre ogni immaginazione. Per riqualificare dei quartieri del genere bisognerebbe raderli al suolo e ricostruirli da zero. Per non parlare del fatto che hanno una presenza di camorristi che dovrebbe essere seconda solo a quella dei quartieri spagnoli. Dovrei essere una brava bambina, fiduciosa nel futuro, ma vivere qui mi ha portata a pensare che esista un'unica soluzione, e perdonatemi se esagero e generalizzo: lo sterminio di massa! Quando anche i bambini di 7 anni sanno maneggiare un coltello abbastanza bene da poterti tagliare la gola (e in una scuola privata, circondati da suore, sono anche liberi di farlo solo perché figli di...) non vedo nessuna speranza per il futuro. E allora datemi 'sto benedetto parco dell'amore, senza rompere tanto i cog***ni, mi accontento delle briciole in attesa di una vita normale, lontana dall'Italia.

Comunicazione di servizio: ho aperto un nuovo blog, tutto tutto dedicato alla cucina, in particolare ai dolci, in particolare senza glutine. Chi volesse seguirmi mi troverà qui http://tuttequanteletorte.blogspot.com/. La prima ricetta è in arrivo.

domenica 3 luglio 2011

La crisi dei rifiuti #1 - vivere la crisi in prima persona

Mi appresto a scrivere questo post con la capacità argomentativa propria di chi ha potuto riposare le necessarie otto ore a notte per almeno una settimana. In breve: i miei vicini sono in vacanza. Il che vuol dire che non c'è nessuna nonna con la tosse cronica a tenermi sveglia fino alle 4 e nessuna bambina pestifera che inizia ad urlare alle 5. Ed io, finalmente, dormo!
Così, col cervello funzionante più di quanto non abbia fatto negli ultimi 12 mesi, ho deciso di affrontare l'argomento controverso per eccellenza, la questione rifiuti, spalmandolo addirittura in tre o quattro lunghissimi post.
So che bisogna sempre documentarsi prima di scrivere qualcosa, se non altro per non esporsi volontariamente agli insulti di certi troll, senza avere la capacità di rispondere. Esistono, però, cose che si sanno, semplicemente; dati di fatto che nessun cittadino comune ha la possibilità di controllare e che, nonostante tutto, sono così evidenti da essere innegabili. Li si assorbe vivendo, senza bisogno di prove o documentazioni. Io spero di riuscire a mantenermi nell'ambito del dimostrabile, ma non escludo che possano scapparmi affermazioni non documentabili, che do per scontate e che per altri potrebbero sembrare assurde. Ad esempio: cosa mi porta a dirvi che la gelateria sotto casa mia è gestita da camorristi? Ho forse la possibilità di dimostrarvelo? Vanno in giro con la scritta "camorra" stampata sulla fronte? Eppure, il solo fatto che siano riusciti ad aprire una pizzeria, una salumeria, una gelateria, una tabaccheria, un negozio di giocattoli ed una cioccolateria partendo dal nulla è sospetto. Che di tutti questi negozi solo due siano realmente attivi, ma tutti gli altri rimangano aperti a dispetto di ogni legge di mercato, non fa che confermare le mie ipotesi. Eppure, fino alla condanna di un tribunale, quelli sono onesti cittadini, esattamente come me, e le mie sono solo illazioni. Seguendo questo ragionamento, a Napoli la camorra non esiste.
I rifiuti, dunque. La prima domanda che tutti (o almeno tutti quelli che non vivono a Napoli) si pongono è, ovvia e banale, perchè i cittadini non fanno niente per cambiare la situazione? Allora, proviamo ad arrivarci insieme. Immaginate di uscire di casa per buttare la spazzatura. Il bidone è pieno, ma voi lanciate il sacchetto sul cumulo, perchè avete la certezza che verrà svuotato a breve. Il giorno dopo, però, il bidone è ancora pieno e la vaga conoscenza che avete delle leggi della fisica vi suggerisce che non sia una buona idea provare nuovamente l'atletico lancio sul cumulo. A questo punto, ci troviamo davanti al primo bivio: cosa fate? Riportate il sacchetto in casa, ripromettendovi di buttarlo quando il bidone sarà vuoto, oppure lo lasciate per terra, accanto al bidone, perchè in fondo sempre di spazzatura si tratta? Nell'ultimo caso, avete risolto il vostro problema serale e ve ne tornate a casa soddisfatti di aver compiuto il vostro dovere di bravi cittadini; nel primo caso, rimandate tutto di un giorno. Comunque, sia che i sacchetti si accumulino sul pavimento di casa vostra, sia che si accumulino sul marciapiede, il problema continua a ripresentarsi giorno dopo giorno, finchè non vi stancate di accumulare e decidete di spostarvi in un'altra zona della città. Perchè, diamine, ci sarà pure un bidone vuoto in tutta la città! Invece girate per ore col vostro sacchetto in macchina -ormai avete fatto amicizia, lo chiamate Gennaro e quasi vi dispiace buttarlo- fino a rassegnarvi all'idea che, no, in tutta la città non c'è un solo bidone vuoto. O mezzo vuoto. O pieno fino all'orlo. Ovunque guardiate, le strade sono piene di cassonetti straripanti. Il che vi impedisce, sempre per le su citate leggi della fisica, perfino il lancio sul cumulo. Anzi, iniziate a notare che sempre più persone considerano valida l'opzione "lascia il sacchetto per terra accanto al bidone, perchè tanto il netturbino non è scemo e capisce che quella è spazzatura, anche se non sta dentro al cassonetto"; in un paio di giorni vi sorprendete a trovarla altrettanto valida, dal momento che Gennaro sta figliando allegramente sul pavimento del vostro balcone. Balcone, sì, perchè nel frattempo quel sacchetto ha sviluppato una buona dose di vita all'interno, ed è tutta vita puzzolente in crescita esponenziale. E siccome le strade sono già piene e una decina dei figli di Gennaro non faranno certo la differenza, ecco che tutta l'allegra famigliola finisce per strada. Letteralmente, dal momento che non è possibile distunguere la montagna di spazzatura che sovrasta un bidone dalla montagna di spazzatura senza il bidone sotto. Le forme di vita all'interno del sacchetto portano alla nascita di altre forme di vita, all'esterno, molto meno microscopiche e molto più pericolose, e vi ritrovate a camminare su un tappeto di scarafaggi, coi topi che vi sfrecciano fra le gambe.
A questo punto, cosa fareste? Ci sono un sacco di stronzi che riempiono i loro blog con discorsi sulla "responsabilità del cittadino", un sacco di politici che urlano con la loro mezza bocca che i napoletani se la sono cercata, che vogliono vivere così, che sono sporchi e hanno l'abitudine di buttare la spazzatura in giro, attribuendo al comportamento individuale la colpa della crisi. Ma siamo seri! Chi mai vorrebbe vivere in una situazione del genere? Chi vorrebbe ritrovarsi a camminare in una discarica a cielo aperto? Solo un leghista uno stronzo senza cervello, una bestia disumana, una merda deambulante potrebbe pensare che ai cittadini vada bene vivere in un simile degrado.
Reagire, dunque. Sì, ma come? Non si può evitare di produrre spazzatura. Si potrebbe differenziare, è vero. Ma durante la "crisi", quando perfino le buche per strada diventano un luogo di deposito, non si distingue più tra un cassonetto e una campana per il vetro, e così anche i bidoni della differenziata sono sepolti dalla spazzatura. Non solo: siccome i cittadini riempiono le campane per plastica, carta e vetro con la spazzatura comune, nella speranza che almeno quelle vengano svuotate, le ditte incaricate della differenziata non possono più fare il loro lavoro e diventa, di fatto, impossibile differenziare.
Scartando dunque questa ipotesi, cosa si può fare? Portare i rifiuti in un altro paese? In fondo, Napoli è circondata da altri paesini. Non si dovrebbe nemmeno andare lontano. Ma anche questo è impossibile. Tutti i paesi della zona, fino a Caserta, sono altrettanto pieni di spazzatura. E così vi trovate con le spalle al muro, senza nessuna soluzione possibile: la monnezza non si può portare in nessun centro per lo smaltimento, non si può differenziare, non si può tenere in casa, ma non si può nemmeno sopportare per strada! E quindi, cosa fare?
Si può protestare, è vero, oppure rimanere in silenzio aspettando che passi, sopportando, giorno dopo giorno, la puzza, gli scarafaggi, i topi, le possibili infezioni. I negozi sono costretti a chiudere, i bambini non possono arrivare a scuola, strade a quattro corsie sono ridotte a sensi alternati, e tutti sono maledettamente impotenti. Riuscite anche solo ad immaginare cosa vuol dire vivere una situazione del genere? Il web è pieno di gente che, dalle loro casette pulite nelle loro città pulite, si riempiono la bocca di "sì, ma io avrei fatto". Cosa? COSA? Che cazzo pensate di poter fare?
Un gruppo di madri ha provato a ribellarsi. Hanno bloccato strade, manifestato, urlato, fatto quanto più casino quattro povere disgraziate possano fare. Cosa hanno ottenuto? La camorra ha strumentalizzato le loro proteste, il paese le ha abbandonate e si sono ritrovate da sole contro l'esercito. Non hanno impedito loro di manifestare, ma hanno tolto ogni valore alle loro parole, le hanno denigrate, le hanno accusate di qualsiasi nefandezza e la loro disperazione è stata trasformata, nell'immaginario collettivo, in pazzia, in stupidità, addirittura in un tentativo di appoggiare la camorra. Che senso avrebbe, a questo punto, protestare?
Quelle mamme urlavano al mondo che le scuole dei loro bambini sono troppo vicine alla discarica, che le loro famiglie stanno morendo, che i bambini stessi rischiano la vita. Quanti di voi, non vivendo a Napoli, hanno saputo qual era il vero scopo di questa protesta? E quanti, invece, hanno sentito o letto che quelle donne protestavano contro la discarica, impedendo di fatto la soluzione al problema della monnezza? Le cose non stavano così, ma che importa? Chi si prende il disturbo di arrivare fino a Napoli per ascoltare la voce di quelle donne che vedono morire i propri figli e che diventano involontariamente strumenti di propaganda in mano alla camorra e ai politici?
A questo punto vi rifaccio la domanda: siete circondati di rifiuti; la puzza è insopportabile; non riuscite a camminare per strada, nè a piedi nè in macchina; i vostri figli non possono arrivare a scuola; si parla sempre più spesso di epidemie, in particolar modo del colera, e l'ipotesi non vi sembra tanto fantasiosa; i topi salgono fino ai primi piani dei palazzi; avete scoperto che gli scarafaggi volano; qualcuno vi brucia puntualmente la spazzatura sotto casa, costringendo voi e la vostra famiglia a respirare ogni sera più diossina di quanta dovreste respirarne in una vita intera; nessuno ascolta le vostre proteste e se manifestate danneggiate solo altri cittadini nelle vostre stesse condizioni; la tv dice al mondo che siete un branco di bestie così stupide da non riuscire a buttare la spazzatura nei cassonetti, che tutto ciò vi sta bene, anzi, vi piace, che non volete accettare nessuna soluzione e preferite tenervi i rifiuti; la camorra ha tutta la situazione in pugno e non esiste nessuna forza politica in grado di opporsi. Cosa fate?
Ecco cosa vuol dire vivere la crisi dei rifiuti. Lo scrivo ora che De Magistris ci ha portato una speranza di cambiamento, perchè non mi è mai piaciuta l'idea di lamentarmi di una situazione in stallo. Voglio poter raccontare un cambiamento, una rinascita.

giovedì 19 maggio 2011

L'evoluzione dell'elezione

Prima di iniziare questo post, vorrei scusarmi con chi ha lasciato commenti a quello precedente. Blogger è impazzito ormai del tutto: prima mi ha cancellato i commenti, poi me li ha fatti ricomparire, poi ha cancellato tutto il post, poi l'ha fatto ricomparire senza commenti, infine mi ha incasinato tutti i tag. Io, che sono una personcina perbene, mi asterrò da ogni commento, terrò per me tutte le simpatiche paroline che mi stanno passando per la mente, e passerò direttamente all'argomento del giorno.
Quando mio padre era giovane, i camorristi promettevano posti di lavoro in cambio di voti. La città finiva nelle loro mani, peggiorando di anno in anno e sprofondando sempre di più nel baratro, ma chi si era venduto il voto riusciva a trovare lavoro. Certo, non sempre sicuro, non sempre a tempo indeterminato, quasi mai legale. C'era chi superava i concorsi e chi finiva a spacciare, ma tutti trovavano il loro posto nel mondo.
Poi, chissà come e chissà perchè, il voto ha perso valore. Economico, intendo.
Dal posto di lavoro si è passati a vendersi per 50 euro, per un abbonamento allo stadio, per una promessa non più rispettata - e da chi vai a lamentarti se un camorrista non rispetta una promessa? - per una ricarica sul cellulare.
Poi qualche intelligentone ha capito che non serve spendere una fortuna in biglietti per cinema e stadio, se puoi ottenere gratis lo stesso risultato semplicemente minacciando di morte gli elettori. Con un po' di fantasia potevano arrivarci prima, ma si sa che certa gente non brilla per arguzia e spirito imprenditoriale. Il geniaccio che c'è arrivato per primo diventerà il loro prossimo mito e a lui saranno intitolate strade e piazze dai prossimi delinquenti che governeranno la mia città.


Ma c'è qualcuno che li ha fregati tutti. Senza dover comprare il mio voto, nè minacciarmi, ha fatto in modo che io "votassi" per chi di dovere. Molto più semplicemente, per votare mi è stata data una comune matita, una di quelle che si cancellano senza problemi. Ovviamente regolare, con tanto di nome del ministero stampato sopra. Ormai bastano 50 centesimi di gomma per ottenere il mio voto; perchè mai dovrebbero prendersi il disturbo di minacciarmi?
Direi che la strada che hanno fatto è tanta: sono passati dal dover piazzare negli uffici pubblici centinaia di idioti raccomandati al comprare una gomma. Suppongo che meglio di così non possano fare, ma non voglio essere troppo ottimista e venir smentita dai fatti, alla prossima elezione. Potrebbero sempre trovare il modo di evolversi ulteriormente.

lunedì 21 febbraio 2011

Un altro addio, con tanta rabbia.

Ieri sera, a casa mia, si è spenta un'altra piccola vita. Dopo la canarina di cui vi avevo parlato, è stato il turno di quella nella foto natalizia. Mi dispiace, ovviamente, ma non quanto mi è dispiaciuto vedere l'altra soffrire, con il corpo tutto deformato dalla malattia. Per questa ho fatto davvero tutto il possibile, ho consultato 3 veterinari anche se non ce n'era realmente bisogno, l'ho amata e curata, quindi non ho rimpianti.
Partendo quindi dal presupposto che non ci sono state mancanze da parte mia, rimango a chiedermi perchè sia morta improvvisamente. L'ho comprata in un negozio di animali, non al mercato, e aveva l'anellino che la identificava come un esemplare nato nel 2009. Speravo di poter avere delle garanzie, credevo che fosse praticamente impossibile infilare l'anellino agli esemplari adulti; per cui, quando ha iniziato a dare segni di sofferenza alle zampe e l'ho portata dal veterinario, lui ha pensato agli acari. Fatta la cura per gli acari, non abbiamo risolto nulla. Ho provato a portarla da un altro veterinario, ma la conclusione era sempre la stessa: la canarina era vecchia. Tre veterinari, stessa risposta. E quando chiedevo come potevano averle infilato l'anellino del 2009, non sapevano darmi una spiegazione. L'ho portata in giro insieme all'altra, facendola visitare anche quando non ce n'era bisogno, perchè aveva le zampine storte e non riusciva più a saltare, e ormai nessuno mi toglie dalla testa che gliele abbiano rotte per infilarle quel maledetto anello! L'alternativa, piuttosto fantasiosa, è che soffrisse di invecchiamento precoce. L'ultima visita, sempre inutile, l'ha fatta due settimane fa, per un falso allarme. Per scrupolo, il veterinario le ha dato l'antibiotico e le vitamine, quindi sicuramente non aveva un'infezione, nè carenze alimentari. La controllavamo spesso, quindi posso dire con certezza che non aveva affanno, problemi di acari, segni di malattia di alcun tipo.
Semplicemente, si è addormentata. Proprio come una vecchietta, si è accovacciata, ha chiuso gli occhietti ed è morta. Se mi avessero detto che era un animale non più tanto giovane, l'avrei comprata comunque. Invece, evidentemente, le hanno fatto del male per infilarle un anellino falso, per rivenderla a 25 euro.
Venticinque euro. Ecco quanto valeva per quella gente la salute della mia canarina. Ecco per quale cifra le hanno rotto le zampette e le hanno tolto la possibilità di muoversi, se non con grande difficoltà ed una buona dose di dolore per la posizione innaturale che era costretta a tenere.
Lo so, era solo una canarina. Fosse stato un cane, l'idea di rompergli una zampa avrebbe fatto inorridire gli eventuali acquirenti. Però era la mia canarina, e se non mi avessero truffato, l'avrei comprata, coccolata e amata lo stesso. Come si può disprezzare la vita a tal punto? Come si può accettare di torturare gli animali per un guadagno tanto misero? Mi verrebbe voglia di tornare al negozio e dire al proprietario tutto ciò che penso di lui. Vorrei buttargli in faccia 25 euro in monetine da 5 centesimi, con un insulto per ogni monetina. Ma sapete cosa mi ha detto quando sono andata a protestare perchè mi aveva venduto un esemplare malato (e non per riportarglielo, nè per riavere i soldi, ma solo per dirgli che era stato uno schifoso disonesto)? "Noi non vendiamo esemplari malati!" con un'espressione offesa degna del miglior attore hollywoodiano.
Siccome metà delle chiavi di ricerca di questo blog contiene parolacce, mi ero ripromessa di non usarne più, per cui esprimo la mia opinione citando una splendida perifrasi letta su un blog:
recati laddove tu possa qualificarti come partner passivo in un rapporto tra maschi adulti consenzienti.

domenica 20 febbraio 2011

Kunst

Ho appena letto che il museo di arte contemporanea di Casoria ha chiesto di poter trasferire tutte le sue opere in Germania, perchè, purtroppo, completamente ignorati dalle istituzioni, non riescono più a difendersi dagli attacchi della camorra, a cui hanno tentato di opporsi fino allo sfinimento.
Niente da dire, se non che hanno tutta la mia stima per aver resistito tanto a lungo. Ovviamente ciò che sto per scrivere non è affatto legato al museo di Casoria, solo che non ho davvero potuto fare a meno di collegare questa notizia a ciò che ho visto in Germania.
La prima volta che ho visitato un museo tedesco ero a Stoccarda col mio fidanzato. Il coso si chiamava Kunstmuseum, e avendo un po' di sale in zucca sono andata a controllare sul vocabolario il significato di kunst prima di entrare.
Arte.
Museo dell'arte, ho pensato. Bello.
Così ho buttato 5 euro per un'esperienza che mi causa ancora incubi a distanza di anni.
Vorrei potervi descrivere la sensazione di stupore, che poi diventa tristezza, che poi si trasforma in angoscia, che poi termina in odio, che si sfoga automaticamente in mal di pancia e vomito, che provo ogni volta che mi trovo davanti a ciò che ormai ho ribattezzato "kunst" e che, per la prima volta, ho provato in quel luogo.
Mentre i turisti in Italia svengono, incapaci di reggere tanta bellezza, io piango, incapace di reggere certi orrori.
Orrori che nemmeno so descrivervi. Nani da giardino sepolti nella cioccolata in decomposizione, stanze di cera di 50 cm per 50 cm, un metro di plastica trasparente che si arrampicava su per le scale, neon annodati, mattonelle di ferro, sedie semoventi con le antenne... roba che ancora popola i miei incubi!
Per non parlare delle "sculture" che si trovavano per strada.
Siccome, da quanto ho capito, il loro patrimonio artistico è andato perso quasi completamente durante la guerra, tutto ciò che rimane alla Germania è questo brodo primordiale di orrore senza alcun significato.
No, non venitemi a dire che una tela tutta rossa con una linea gialla ha un significato, non lo accetto!
Per cui suppongo che la Germania dovrebbe sentirsi onorata di ospitare le opere del museo campano, anche se si tratta di "arte" contemporanea. Potranno solo imparare.